Il Tirreno

comano, il problema del patto di stabilità 

«Non lasceremo sguarniti i quadri amministrativi»

Cristiano Borghini
«Non lasceremo sguarniti i quadri amministrativi»

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COMANO. Dopo il duro attacco della minoranza all’indirizzo del primo cittadino Antonio Maffei, sul discostamento dei parametri del patto di stabilità comunale, arriva la replica dello stesso che fa chiarezza sulla vicenda.

«Capisco le perplessità e le paure della minoranza, ma come sempre si tende a non dare un’adeguata descrizione della reale situazione in cui è coinvolto il Municipio» afferma Antonio Maffei entrando più nel dettaglio. «È vero che il Comune ha sforato il patto di stabilità, nel 2015. Dalla Corte dei Conti ci viene imputata una cifra di 20mila euro. Tutto nasce da un errore di scrittura a bilancio: quella cifra infatti sarebbe tecnicamente un residuo, quindi un avanzo positivo di bilancio, trascritto però come mutuo, quindi debito. L’imputazione nel quadro passivo, ha così generato la situazione che attualmente stiamo a provando a gestire, ma ribadisco non è così grave come la dipingono la capogruppo Galeazzi ed i restanti consiglieri».

Il blocco dell’accensione dei mutui si estenderebbe a tutto il 2020, ma l’amministrazione sta lavorando ad una soluzione che permetta la presenza di liquidità per il Comune anche in fase di emergenza: «Visto che l’ammontare del discostamento dal patto di stabilità è inferiore al 3% siamo incorsi in una sanzione minore, ovvero nessun mutuo e nessuna nuova assunzione per il 2020. Nel primo caso stiamo lavorando per creare un fondo, attraverso l’accensione in questi mesi di un mutuo, creando quindi un accantonamento che ci permetterà di utilizzarli per le situazioni di emergenza o per la manutenzione straordinaria del Comune».

Un po’ più complesso il quadro che riguarda il personale: «Abbiamo stipulato una convenzione con il Comune di Podenzana per quanto riguarda una figura dirigenziale che andrà in pensione proprio in queste settimane, non lasciando sguarniti i nostri quadri amministrativi. Nel 2021, se ne avremo la possibilità, avvieremo nuovi bandi di concorso per il completamento del personale. Il blocco per un solo anno è facilmente superabile grazie agli accorgimenti che abbiamo adottato. Un periodo più lungo sarebbe stato ingestibile. L’importante è creare un accantonamento tale da poter superare il 2020 e soprattutto non accendere mutui». —

Cristiano Borghini

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