Meteo
Rissa notturna al Vintage, licenza sospesa per 15 giorni
Coinvolte sette persone, i fatti risalgono al 5 maggio scorso a fine serata
MONTIGNOSO. Rissa al Vintage a fine serata, dopo le indagini revocata la licenza di servire alcolici per 15 giorni. I fatti risalgono al 5 maggio scorso e sul luogo intervennero i carabinieri.. Così il questore Giuseppe Ferrari ha sospeso per 15 giorni la licenza comunale di somministrazione di alimenti e bevande del bar nel quale, poco dopo l’una e mezza nella notte del 5 maggio 2019, si era verificata una rissa.
Il tafferuglio, scoppiato nel locale, sè diventato qualcosa di travolgente, continuando nell’area occupata dai tavolini e dalle sedie del bar stesso, e impaurendo anche gli avventori del ristorante e degli altri esercizi pubblici che sono di fia nco, alcuni dei quali hanno telefonato alla centrale operativa dei carabinieri per richiedere il loro intervento.
Sul posto sono arrivate diverse pattuglie dei carabinieri e, a rinforzo, della polizia di stato e della guardia di finanza, ma all’arrivo delle forze dell’ordine i protagonisti del fatto si erano allontanati.
L’istruttoria del procedimento, sfociato nel provvedimento di sospensione della licenza emesso dal questore, si è svolta avvalendosi dell’attività operativa dell’arma dei carabinieri, che ha portato al deferimento di 7 persone con precedenti di polizia alcune delle quali rimaste ferite nel corso della rissa.
A notificare il provvedimento in questione, adottato ai sensi dell’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, personale della polizia di stato della divisione polizia amministrativa della questura di Massa Carrara assieme a militari dell’arma dei carabinieri della stazione carabinieri di Montignoso.
Da segnalare che il questore di Massa Carrara, nel mese di ottobre 2018, aveva già sospeso per 7 giorni la licenza comunale di somministrazione di alimenti e bevande sempre nello stesso locale.
«Nella comparazione fra libertà di iniziativa economica ed esigenze obiettive di tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini, queste ultime, dunque, debbono comunque avere la precedenza, indipendentemente da ogni responsabilità dell'esercente, quando l'allarme sociale tende a farsi significativo», spiegano dalla questura.
E aggiungono: «La logica della sospensione, in quanto misura di prevenzione, in funzione cautelare, è quella di produrre un effetto dissuasivo sui soggetti indesiderati, i quali, da un lato, sono privati, per qualche tempo, di un luogo di abituale aggregazione, dall'altro, sono resi avvertiti della circostanza che la loro presenza in detto luogo è oggetto di attenzione da parte delle autorità ». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
