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Ancora nel mirino la legge sul plastic free
Bagno del Cuore: prosegue il dibattito che si è aperto durante la cerimonia di tappa. Confartigianato: «Così è un pasticcio»
MASSA-CARRARA. «Difendere l’ambiente dalla plastica è una prerogativa a cui nessuno può o vuole sottrarsi. Ben vengano le leggi in tal senso a patto che non colpiscano gli esercenti e i privati cittadini, ultime ruote di un meccanismo globale che ha fatto di questo materiale l’elemento cardine dello stile di vita moderno. E’ a monte che il legislatore deve colpire con più forza». A dirlo è il direttore di Confartigianato Massa-Carrara, Gabriele Mascardi, che entra nel merito della legge regionale “plastic free” della Toscana 37 del 2019, in vigore a fine giugno; legge già al centro del dibattito in occasione della cerimonia di premiazione di tappa del Bagno del Cuor, e di cui Il Tirreno ha scritto nell’edizione di ieri.
«La normativa - ricorda Mascardi - dovrebbe diventare operativa a seguito dell’emissione da parte dei Comuni di specifiche ordinanze che vietino l’utilizzo di prodotti realizzati in plastica monouso non solo nelle spiagge ma pure nelle feste o sagre finanziate anche solo in parte dalla Regione o dagli enti locali». «Purtroppo la normativa non era chiara sin dall’inizio – prosegue Mascardi – e infatti è già servita una prima circolare esplicativa da parte della Regione per chiarire un ambito di applicazione La legge non riguarda la vendita di prodotti preconfezionati (quali ad esempio gelati, bottiglie o bricchi contenenti acqua o bevande) e, ovviamente, il loro utilizzo nelle spiagge o nei lidi da parte dei cittadini. Ma l’ambiguità non è finita: da un lato, infatti, la Regione concede la deroga agli stabilimenti balneari e alle altre attività di terminare le scorte di magazzino, comunque entro fino al 31 dicembre. Poi però se ne vieta l’uso in spiaggia. Il risultato è kafkiano: io, cittadino, compro qualcosa al bar come una granita che, in deroga, mi viene servita in bicchiere di plastica monouso e magari vengo multato mentre la mangio sotto l’ombrellone. La plastic free di fatto crea un obbligo a carico di esercenti e cittadini rendendoli da subito sanzionabili per l’utilizzo di un materiale che non è comunque vietato». E sottolinea: «Siamo di fronte a una legge eccessivamente farraginosa e siamo d’accordo con il Comune di Carrara che ha deciso di non procedere ancora all’emanazione dell’ordinanza perché manca la chiarezza. Al contrario il Comune di Massa ha deciso di adeguarsi da subito mettendo una spada di Damocle sulla testa dei privati cittadini e degli esercenti». Insomma, per la Confartigianato apuana la legge è valida e apprezzabile in linea di principio, come battaglia all’uso della plastica che maggiormente inquina l’ambiente e il mare, ma bisogna perfezionarla: «Non è un caso che una simile ordinanza plastic free della Puglia sia stata sospesa in queste ore dal Tar – conclude Mascardi -. I giudici hanno accolto il ricorso dei produttori: il divieto di uso della plastica non è previsto da alcuna legge nazionale. L’unica è la direttiva europea che impone lo stop alla plastica dal 2021. Per combattere l’utilizzo della plastica bisogna puntare in alto e nonpunire gli utenti finali». —
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