Italia
Menchini e la Mencarelli: non ci piaceva prima, non ci piace ora
I pentastellati spiegano: nessuna scelta per la città I democratici rivendicano il lavoro fatto da loro per l’approvazione
massa. Il regolamento urbanistico fotografa schieramenti e collocazioni politiche. Se le voci vogliono Sergio Menchini, consigliere di Alternativa civica, sempre più vicino alla destra mallegniana (cui è vicina pure la new entry azzura Roberta Dei), lui chiarisce che la stampella all’ amministrazioen non la fa. E vota contro al regolamento. Del resto se continuità con l’atto a firma Volpi c’è, beh che quell’atto proprio non gli piacesse Menchini non l’ha mai nascosto: «Già in campagna elettorale ho sostenuto che il regolamanto quell’atto era inadeguato a dare risposte minime. È un regolamento edilizio, non urbanistico: nessuna risposta ai privati perché funziona sul modello Aru e sui grossi interventi nonostante la logica degli Aru sia fallita visto che il 30% circa è stato cancellato. Nessuna risposta - Menchini rincara - neppure sull’edilizia pubblica».Voto contrario per coerenza, insomma.
E per coerenza al regolamento dicono no anche i 5 Stelle: «Abbiamo votato contro - motiva Luana Mencarelli - perché siamo coerenti e mi sembra che veramente contrari a quell’atto siamo solo noi. Il regolamento era una sfida importante, ma mi pare che riconosca una vocazione alla nostra città: non si sono fatte scelte. Si continua a preveder consumo di suolo, piuttosto che incentivare davvero il recupero dell’esistente. Non c’era uno scatto prima, con Volpi e non c’è ora: hanno preso il vecchio, apportate le modifiche chieste dalla Regione e stop». Insomma, se una continuità tra l’atto a firma Volpi e quello a firma Persiani c’è, a chi quell’atto non piaceva prima non pace neppure oggi.
E se la continuità c’è il Pd, pur rilevando cambiamenti che non condivide (stralcio di Ronchi, la cartografia sugli atterraggi) un no non può dirlo: rinnegherebbe se stesso. Preferisce astenersi. E se Alessandro Volpi invita a riconoscere il lavoro fatto («i quattro quinti») dalla precedente amministrazione, ricordando che il sì al regolamento consentirà anche di riportare in cassa le entrate da oneri di urbanizzazione, il sindaco Persiani non le manda a dire: «Il Pd e il consigliere Volpi, quest’ultimo presente per la terza volta in consiglio nell’ultimo anno, hanno sollecitato che il prossimo piano strutturale veda quali protagonisti i cittadini e la loro partecipazione; quella partecipazione che la sinistra per prima non ha rispettato quando è stato il suo momento. Stiano tranquilli: noi renderemo il nuovo percorso trasparente e partecipato. E non si preoccupino delle nostre idee: ad oggi non abbiamo ancora avuto l’occasione di poterle mettere in atto dovendo rimediare ai tanti errori del passato e alle cose fatte male dalla sinistra. Hanno avuto la loro occasione e non l’hanno saputa sfruttare: ci lascino lavorare. Non abbiamo certo bisogno dei consigli dei cattivi maestri». —
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