Il Tirreno

Cave, concessioni a 25 anni con filiera corta e occupazione

Cave, concessioni a 25 anni con filiera corta e occupazione

Approvata in Regione a maggioranza la modifica alla legge 35 del 2015, soddisfazione del consigliere Pd Giacomo Bugliani. Prolungato anche il 58 bis

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MASSA-CARRARA. Cave, cambia la normativa. Ok del consiglio regionale toscano alla nuova legge. Giacomo Bugliani (Pd): «Si apre una stagione nuova per il territorio. Il marmo come risorsa e opportunità».

«Una grande conquista del legislatore regionale, una sfida significativa che disciplina in maniera chiara il settore del lapideo e che allontana il clima conflittuale che c’è stato finora sulla materia, per aprire finalmente una stagione nuova per il territorio regionale e quello delle Apuane in particolare». Così il presidente della commissione Affari istituzionali e Bilancio Giacomo Bugliani, illustrando in aula le nuove disposizioni in materia di cave che hanno modificato la legge 35 del 2015. «Abbiamo affrontato questo passaggio con un giusto approccio di equilibrio tra le contrapposte esigenze emerse nel corso del dibattito di questi anni. Ringrazio tutti i protagonisti di questo non semplice iter - prosegue Bugliani- frutto di un serrato confronto tra istituzioni, categorie e territorio e che ci ha consentito di arrivare a soluzioni che tengono conto dell’economia del marmo e delle esigenze delle imprese e dei lavoratori, ma che non tradisce il tema della sicurezza del lavoro e quello della tutela dell’ambiente. La legge è nata a seguito dell’intervento della Corte costituzionale che ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell’art. 32 della legge sulle cave e ha, però, trasformato quella situazione in un’opportunità di intervento efficace in questo settore».

Le novità. La nuova disciplina- entra nel dettaglio Giacomo Bugliani- «innanzitutto interviene sul regime della durata delle concessioni, fissate da un minimo di 7 ad un massimo di 25 anni, subordinando tale termine alla realizzazione della filiera del marmo sul territorio, nonché alla realizzazione di importanti progetti che abbiano una sensibile ricaduta occupazionale nel nostro territorio. Altro aspetto fondamentale ha riguardato, poi, il prolungamento dei termini di efficacia dell’art 58 bis della legge, la cui operatività è ora estesa fino al 31 dicembre 2019. Garanzia posta a presidio della salvaguardia dei lavoratori di molte imprese del settore. Cambia, inoltre, il regime delle tolleranze di cui all’articolo 23. Al vecchio criterio, astratto e generico, dei 1000 metri cubi, si sostituisce quello, più opportuno e coerente, del 4,5% della superficie autorizzata. Una regola di buonsenso che adatta il regime delle tolleranze alle specificità di ogni singolo sito estrattivo e che ridurrà sensibilmente (se non totalmente) il contenzioso in atto. Con questa importante legge, inoltre, si è inteso concedere un dilazionamento dei termini anche per l’approvazione del regolamento degli agri marmiferi, nonché per l’approvazione dei piani attuativi di bacino (Pabe, ndr). Con tali provvedimenti il Consiglio regionale ha dimostrato di recepire le richieste dei Comuni che, ad oggi, risultano ancora inadempienti sul punto. Un termine breve (31.12.2019) ma opportuno, affinché si realizzi al più presto un coordinamento della disciplina del settore lapideo fra tutti i livelli istituzionali».

Il Piano regionale. E aggiunge: «La tutela del lavoro è passata anche attraverso un riconoscimento più stringente degli adempimenti contributivi da parte dei datori di lavoro. Insieme alle importanti modifiche della 35 del 2015 il Consiglio regionale ha provveduto all’adozione del Piano regionale cave, un atto di programmazione fondamentale, che da oggi e per i prossimi 60 giorni rimane aperto alle osservazioni che possono presentare tutti i soggetti interessati. Entrambi gli atti – conclude Bugliani- sono il frutto di un percorso di lungo periodo che ha portato istituzioni politiche, uffici tecnici, rappresentati del mondo delle imprese e associazioni sindacali a condividere un obiettivo comune: fare del marmo una risorsa e un’opportunità per il nostro territorio».

L’aula si è espressa a maggioranza con 22 voti a favore (Pd e gruppo misto-Art.1/Mdp), 4 astensioni (Movimento 5 stelle) e 10 contrari (il resto delle opposizioni).

Passati gli emendamenti proposti dal Pd in alcuni casi sottoscritti anche dai gruppi di minoranza. È il caso delle modifiche relative alla sospensione e decadenza del’autorizzazione (articolo 8 comma 2 della legge approvata). Come spiegato dal presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli (Pd), vengono inseriti, tra le cause, anche gravi e reiterate violazioni delle norme di legge o dei contratti di lavoro collettivi relative agli obblighi retributivi. Tra le altre modifiche proposte e passate, anche quella sottoscritta dall’assessore Vincenzo Ceccarelli che proroga il termine per l’approvazione dei Piani attuativi dei bacini estrattivi (Pabe) della alpi Apuane al 31 dicembre prossimo, “previo accordo con il Mise”.

Non tutti però condividono la nuova legge: «Siamo di fronte all'ennesimo atto irresponsabile di chi sceglie il business a tutti i costi, nonostante l'ambiente sia sfruttato oltre ogni limite possibile»: questo il commento di Monica Pecori, Consigliera regionale del Gruppo Tpt e di Eros Tetti, fondatore del movimento Salviamo le Apuane.

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