Il presidio
Reddito inclusivo, 83 cittadini hanno trovato un lavoro
Il bilancio dell’assessore al sociale Anna Galleni: raggiunto un risultato importante Le domande presentate erano 1341, sono 3mila per il reddito di cittadinanza
A Carrara sono state 1.341 le domande presentate per ottenere il Rei (il reddito inclusivo) e attualmente sono 3.000 le domande giunte finora volte a ottenere il reddito di cittadinanza (su circa 62.000 abitanti). Uno scenario di cui si sapeva già la portata anche prima di vedere scritto nero su bianco questi crudi numeri. In mezzo a questo teatro di povertà emerge però un dato incoraggiante. Perché sono moltissimi, soprattutto se pensiamo al loro disagio sociale e alla loro situazione di partenza, i 56 cittadini carraresi appartenenti alle fasce sociali più deboli in difficoltà tali da vedere cronicizzate nel tempo le loro richieste di aiuto presso i Servizi Sociali e che oggi hanno in mano un contratto di lavoro regolare, grazie alle politiche promosse dall’Assessorato al Sociale nell’ambito della Legge 147/2017 ( il cosiddetto Rei -Reddito di Inclusione- che dal 1° gennaio 2018 ha sostituito il SIA- Sostegno per l'inclusione attiva- e l'ASDI -Assegno di disoccupazione- e che verrà sostituito dal reddito di cittadinanza). Delle 56 persone, 24 sono state assunte a tempo determinato, 30 a tempo indeterminato e 2 con tirocini formativi, nei settori più vari che vanno dall’alimentare, all’agricolo florovivaista, al lapideo, ai servizi di pulizia, metalmeccanico, ristorazione, turistico e servizi alla persona. A cui vanno aggiunte le 27 inserite finora nel percorso di “work esperience” avviato grazie al Fondo Povertà per un totale di 83 cittadini. L’assessore Galleni realizza dunque «un risultato mirabile», (se pensiamo che in Comuni limitrofi si dice che ne siano stati avviati al lavoro solo 5 cittadini), mettendo in campo i progetti personalizzati di attivazione sociale e lavorativa come previsto dal Rei. Due sono gli elementi su cui l’assessore ha voluto porre l’accento: «Carrara è un posto dove c’è una grande ricchezza ma c’è anche molta povertà: c’è una forbice-osserva-le persone selezionate sono persone con un basso livello di scolarizzazione che hanno creato nuclei familiari basati sul monoreddito e che, quando colpiti da malattia, possedendo esclusivamente una capacità di reddito legata alla loro forza fisica, hanno visto sgretolarsi la famiglia». L’altro punto sottolineato dall’assessore è stato il gran lavoro di squadra tra i Servizi Sociali del Comune e il Centro per l’Impiego, grazie al quale si sono potuti realizzare concretamente attraverso centinaia di colloqui, i progetti mirati, personalizzati e studiati, caso per caso, in base alle specifiche e diverse esigenze. Anche il dirigente Alessandro Mazzelli ha spiegato il lavoro portato avanti: «Dalle domande arrivate, con l’Equipe Multidisciplinare composta da Servizi Sociali e Centro per l’Impiego, ne sono state selezionate 509 in base ai parametri fissati dalla Legge -con 439 progetti sottoscritti, 66 irreperibili e 4 rinunciatari- mentre gli altri hanno potuto beneficiare dell’aiuto economico tramite la carta». Dei 509 è stato riscontrato, per 208 la possibilità di realizzare una soluzione attraverso il Centro per l’Impiego, 15 hanno deciso di optare anzi per il Reddito di Cittadinanza mentre il resto è stato seguito dai Servizi Sociali. Molto spesso l’indigenza economica si traduce in difficoltà nelle relazioni sociali e il team formato da Servizi sociali ha permesso di individuare la soluzione migliore indirizzando i beneficiari verso corsi formativi delle Regione Toscana, attivati dai Servizi Sociali del Comune o del Centro per l’Impiego, assistendo a tutto tondo curando l’aspetto umano. «Dando loro un lavoro abbiamo ridato loro dignità di una vita autonoma». —
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