L’ingegner Marchetti: lo Scientifico era una struttura scadente
carrara. “Che male fa vedere il liceo scientifico chiuso e pieno di erbacce”. Lo ripetono in tanti, lo ha scritto sulTirreno Sabrina Barbieri, ex studentessa del Marconi ora vicedirettrice della rivista Starbene, lo ripete un altro ex studente dello Scientifico, l’ingegner Cesare Marchetti.
«Sono stato anch’io – scrive – un allievo del liceo scientifico Marconi ai tempi in cui la sede si trovava all’ex-caserma Dogali. Negli anni 70 il liceo fu spostato su viale XX Settembre direi in una struttura alquanto scadente, tenendo conto che poi ha dovuto sloggiare alcuni anni or sono per l’ammaloramento dell’edificio. La stessa sorte non è toccata al liceo classico E. Repetti e ciò appare strano. Condivido pienamente quanto dice la Barbieri sulla idoneità della sede attuale del liceo, costretto a condividerla con l’istituto tecnico Galilei. Infatti la cultura scientifica-umanistica del liceo scientifico nulla ha a che fare con quella tecnica. Posso dirlo perché io sono un ingegnere chimico e per i primi due anni dopo la laurea ho insegnato sia al liceo scientifico che all’istituto tecnico».
L’ingegnere si allarga poi a una disamina sulla «grave decadenza», così si esprime, della città: «Cosa si può fare per frenare un declino che sembra preludere ad un completo abbandono di Carrara? Bisogna conferire a questa città uno scopo, che possa rilanciarla e questo scopo non può essere che quello culturale. Già l’Accademia. il liceo artistico e i musei costituiscono un polo artistico di attrazione, ma certamente non sono sufficienti. Avevamo una volta due teatri e quattro cinema, oggi non c’è più nulla, tutte le scuole superiori sono state trasferite sulla via del mare. Allora su questa linea perché non cominciamo a pensare che sarebbe meglio trasferire i due licei, il classico e lo scientifico, a Carrara? Palazzi prestigiosi vuoti o semivuoti in città ci sono, basta pensare alle scuole Saffi. Certo, occorrerebbe restaurarli e creare vie d’accesso e parcheggi (che ci saranno dopo l’abbattimento del Monoblocco?). Certo occorreranno del tempo e risorse, ma in alternativa si fa morire una città». —
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