Sindaci in vista al Noa: «Grande professionalità, ma serve personale»
Visita alla struttura insieme al direttore di presidio Giuliano Biselli. Persiani: «Alcune aree rischiano di essere declassate, difenderemo la sanità»
MASSA. È durata più di quattro ore la visita effettuata martedì 24 luglio all’ospedale Apuane dei sindaci di Massa, Francesco Persiani accompagnato dal capo di Gabinetto Daniele Pepe, di Carrara, Francesco De Pasquale e di Montignoso, Gianni Lorenzetti assieme all’assessora Giorgia Podestà e alla dirigente Nadia Bellè.
I rappresentanti della conferenza zonale della sanità, dopo averne fatta richiesta al direttore di presidio Giuliano Biselli nei giorni scorsi, sono stati guidati in un lungo tour alla scoperta dei vari reparti e delle eccellenze della struttura sanitaria «che ci sono e vanno difese» specifica il primo cittadino di Massa. La visita ha toccato il Pronto soccorso, radiologia, terapia intensiva, psichiatria, i ventotto ambulatori; durante la mattinata il direttore Biselli ha mostrato i macchinari e spiegato in ogni dettaglio il funzionamento dell’ospedale.
«È stato molto costruttivo e, nonostante non lo avessimo messo assolutamente in dubbio, abbiamo avuto la conferma che l’ospedale Apuane ha in organico professionisti di alto livello e strumentazioni che fanno la differenza, ma è anche vero che c’è bisogno di diverse figure per andare a coprire e ricoprire quei ruoli al momento scoperti», aggiunge Persiani. «Abbiamo una struttura ospedaliera da 360 posti, per acuti e con reparti all’avanguardia, allo stesso tempo però alcune aree rischiano di essere declassate oppure accorpate con aree di ospedali limitrofi e noi dobbiamo difendere la sanità, servizi fondamentali e inderogabili per i nostri concittadini».
A Massa c’è l’Uo di Radiodiagnostica e radiologia interventistica dove si effettuano operazioni mini invasive e mirate grazie alle immagini radiologiche, la chirurgia vascolare, un reparto di Gastroenterologia e endoscopia digestiva arricchito da un ecoendoscopio, unico in Toscana, che effettua esami individuando micro lesioni.
A fronte di strutture complesse con professionisti il cui lavoro rende i reparti un’eccellenza, altri come dermatologia e malattie infettive rischiano di essere accorpati ad altre strutture. Chirurgia, ortopedia, urologia necessiteranno presto della sostituzione dei primari prossimi alla cessazione dell’attività lavorativa, ci sono poi primariati vacanti come per ginecologia, radiologia e neurologia.
Il sindaco Persiani ben sapendo che l’ospedale rappresenta tutto il comprensorio ritiene quindi che «tutte le istituzioni del territorio debbano fare squadra per difenderlo e migliorarlo in un’ottica di salvaguardia di accesso alla salute, diritto che deve essere tutelato e rimanere alla portata di tutti». —
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