Il presidio
Intrappolati nella casa in fiamme Terrore per cinque, salvati in extremis
Mamma e due figli presi dai pompieri, il padre saltato da una finestra per dare l’allarme si è ferito. La casa dichiarata inagibile
«Il bambino stava piangendo. Gli ho aperto la zanzariera. Gli ho detto: venite, respirate qua... Ho chiesto un flessibile ai vicini per allargare le inferriate. Quando mi è stato portato sono arrivati anche i pompieri».
Se non se ne fossero accorti in tempo... mormora il fratello di Enrico, il papà che si è coraggiosamente buttato dalla finestra per chiamare i soccorsi, ferendosi ad un piede. Anche il fratello di Enrico è stato accompagnato per accertamenti al Pronto soccorso, ma se l’è cavata con un graffio sul petto («Non so nemmeno come me lo sono fatto») e una leggera intossicazione da fumo. Nel pomeriggio, in ospedale era ricoverato solo il piccolo di casa, un bambino di 6 anni, ma le sue condizioni non destavano preoccupazione.
Una tragedia scampata, quella di ieri mattina all’alba in via della Repubblica, a Massa, grazie anche al coraggio di Ramagini. L’uomo ha tentato di salire al piano superiore ma le fiamme alte e il fumo denso lo hanno costretto a lanciarsi dalla finestra del bagno. Nella caduta (da circa due metri) si è procurato una frattura a un piede giudicata guaribile in 30 giorni.
La moglie Silvia e i due figli, una ragazza di 15 anni e un bambino di 6, stavano dormendo nella taverna. Dai primi accertamenti dei Vigili del fuoco pare che l’incendio sia partito da un corto circuito ad un elettrodomestico della cucina. Quello che è certo è che le fiamme si sono estese rapidamente, divorando mobili e suppellettili.
L’allarme alla caserma dei Vigili del fuoco è delle 6,15. Dal comando provinciale sono partiti a sirene accese per via della Repubblica due mezzi antincendio con 5 pompieri, e altri 4 sono sopraggiunti in seguito, quando i colleghi hanno capito di aver bisogno di rinforzi. Oltrepassato il vialetto in ghiaino che conduce alla corte dove vivono i Ramagini la situazione appariva infatti già molto grave, e c’era da togliere dalla taverna, dov’erano rimasti intrappolati, mamma e due figli. Le piccole finestre erano protette da inferriate metalliche e il fuoco impedisca loro di uscire dalla stanza tramite la scala interna. A dare l’allarme era stato Enrico, che era riuscito a saltare dalla finestra del bagno.
Mentre i fratelli si procuravano un flessibile, sono giunti i pompieri, che hanno tagliato le inferriate. Il fumo e le fiamme, che avevano bruciato le stanze del piano rialzato, stavano invadendo la taverna. A mamma e figli sono stati dati degli autorespiratori e poi braccia amiche si sono tese per farli uscire dalla finestra. La famiglia e lo zio sono stati portati al Pronto soccorso del Noa per accertamenti, ma nel pomeriggio si attendevano solo le dimissioni del piccolo di 6 anni.
Le operazioni di spegnimento sono proseguite sino a tarda mattinata, lasciando un cumulo di cenere e mobili divorati dal fuoco. Secondo i pompieri il primo piano della casa ha subìto danni strutturali tali da dover essere dichiarato inagibile. —
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