Il Tirreno

il ricordo di pontremoli 

Bancarella nel segno del maestro Andrea Camilleri vincitore nel 2001

Riccardo Sordi ; Altri servizi a pag. 2-3
Bancarella nel segno del maestro Andrea Camilleri vincitore nel 2001

Lo scrittore conquistò il premio con “Gita a Tindari” ma non presenziò alla cerimonia per un incidente al piede 

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L’Italia e il mondo piangono Andrea Camilleri, lo straordinario scrittore siciliano che ha creato il personaggio del commissario Montalbano, ma che è andato oltre alle gesta poliziesche del suo alter ego letterario e con la sua penna e con il suo impegno civile ha saputo tratteggiare tanti aspetti della vita.

Anche Pontremoli ricorda con affetto lo scrittore che si è spento ieri mattina all’età di 93 anni, in particolare perché Camilleri è uno dei vincitori del premio Bancarella, precisamente dell’edizione del 2001 (la 49ª) con il romanzo “La gita a Tindari” che raccontava una delle prime vicende (è il quinto romanzo della fortunatissima serie) con protagonista il commissario che si muove nell’immaginaria Sicilia (ma per molti versi molto reale), del fittizio paese di Vigata che racchiude in sé tante città dell’isola tanto amata da Camilleri.

Fu una vittoria, quella del Bancarella 2001, maturata un po’ a sorpresa visto che i favoriti della vigilia erano Corrado Augias e Sveva Casati Modignani, che con Umberto Eco (già vincitore del Premio nel 1989, ma che nel 2001 rilasciò una piccata intervista alla vigilia in cui diceva di non essere interessato alla “Premiopoli” italiana), Mario Rigoni Stern e Laura Laurenzi completavano una sestina di finalisti di straordinario livello.

Ma lo scrittore siciliano seppe incantare i librai del premio che lo incoronarono con 53 voti su 143. Una corona del tutto virtuale visto che Camilleri non partecipò alla serata conclusiva, ma del resto quell’edizione “brillò”, purtroppo, per l’assenza di tutti e sei gli autori finalisti alla cerimonia in piazza della Repubblica. E così fu un rappresentante della casa editrice “Sellerio” a ritirare il San Giovannino di Dio, simbolo della vittoria del premio, dalle mani dell’ospite d’onore di quell’edizione della manifestazione, l’allora presidente del Senato Marcello Pera.

Tra l’altro Camilleri, alla vigilia della manifestazione, era l’unico dei sei la cui presenza a Pontremoli pareva quasi certa. Poi un incidente dell’ultimo minuto al piede gli aveva impedito di partecipare. Ma, dopo il successo, aveva commentato con grande soddisfazione la conquista del premio. «È un onore per me — scrisse — figurare nell'albo d'oro di un premio che annovera tra i vincitori tre Nobel per la letteratura: Ernest Hemingway, Boris Pasternak e Isac Singer. Ad essere sincero non mi aspettavo di vincere. Ero in finale in compagnia di grandi scrittori e non potevo pensare che i librai facessero convergere sul mio nome così tanti voti. Sono loro i protagonisti del premio, sono loro che giornalmente permettono ad editori e scrittori di gratificare il loro lavoro, le loro fatiche. Per questo — concluse Camilleri — è sincero il mio grazie, che spero di portare di persona ad ognuno dei votanti in occasione di un giro che mi sono ripromesso di fare nei prossimi mesi in occasione della presentazione delle mie prossime pubblicazioni».

E quindi, in ricordo del successo di allora, il Bancarella si prepara ad onorare la figura di Camilleri: «Sicuramente – sottolinea Gianni Tarantola, presidente della fondazione “Città del Libro”, l’ente che organizza i vari Bancarella – ci sarà un momento di ricordo perché Camilleri fa parte della storia del premio Bancarella. È un onore per noi, assieme a tanti grandi autori, avere nell’albo d’oro uno scrittore di grande talento che ha saputo raccontare con lucida intelligenza la società attuale». —

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