Il Tirreno

l’inquinamento delle falde 

Slitta la perizia Alexanian sui veleni della Farmoplant

David Chiappuella
Carotaggi all'ex Farmoplant
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Carotaggi all'ex Farmoplant

Il Tar accoglie la richiesta di proroga dello studioso incaricato di accertare se l’avvelenamento delle acque sia attribuibile alla società della Edison  

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MASSA. Nuovo capitolo del contenzioso che vede contrapposti Edison Spa (ex Montedison) e ministero dell’Ambiente per la (mancata) bonifica dell’area Sin ex Montedison-Farmoplant. Il ministero, il 12 aprile 2018, aveva ordinato a Edison di presentare, entro 6 mesi, un progetto di bonifica delle acque di falda dell’area in grado di impedire la diffusione della contaminazione. Edison, però, aveva presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale di Firenze contro il Ministero, sostenendo di non essere responsabile dell’inquinamento della falda, i cui veleni, secondo la società, proverrebbero da altri terreni ed aziende.. Il Tar, con un’ordinanza del 4 gennaio scorso, avevano nominato consulente tecnico d’ufficio il chimico Arthur Alexanian, specialista in inquinamento idrico ed atmosferico, assegnandogli il compito di stabilire “se la presenza di sostanze inquinanti nelle acque di falda a monte e a valle” dell’area ex Farmoplant “sia attribuibile alle lavorazioni svolte dall’impresa”, attiva fino al 1988, “e in che percentuale probabilistica”. L’esperto avrebbe dovuto depositare la sua relazione entro la fine di questo mese. Il 9 luglio, però, il Tar ha accolto la richiesta presentata dallo stesso Alexanian per avere una proroga per completare la perizia (richiesta a cui le parti non si sono opposte). L’esperto, dunque, avrà ancora tempo fino al 30 aprile 2020 per trasmettere “uno schema della propria relazione alle parti o ai consulenti tecnici di parte nominati”. Questi ultimi potranno inviare le loro eventuali osservazioni e conclusioni ad Alexanian entro il prossimo 15 maggio. Il termine per il deposito in tribunale della relazione finale da parte del perito è fissato per il 30 maggio. L’udienza di discussione del merito si terrà il 6 ottobre 2020.

I giudici fiorentini hanno anche respinto la richiesta di nominare un consulente tecnico di parte formulata dalla cooperativa La Victor, attuale proprietaria del lotto 3 dell’area ex Farmoplant, all’incrocio tra via degli Unni e via Dorsale. Analoga richiesta, presentata dalla I.Van. Massa Srl, società attiva direttamente sugli immobili oggetto di causa, è stata invece accolta.

La relazione di Alexanian, che dovrà esaminare tutti i documenti disponibili e potrà avvalersi di un perito geologo, servirà anche ad accertare se la barriera idraulica che Edison ha attivato nell’area dal 1984, potenziata nel 1995 e formata da 6 pozzi, è riuscita davvero a bloccare la diffusione dei veleni. Fino al 2017 le acque di falda contaminate raccolte venivano solo “omogeneizzate” con acqua pulita e sversate senza filtri nel Lavello, come autorizzato dalla Provincia. In seguito Edison ha realizzato un potenziamento, istallando un impianto di trattamento delle acque, approvato dalla Regione nella primavera 2018. Per tutta l’area ex Farmoplant, inoltre, risulta già completata una prima bonifica dei terreni, effettuata dalla società Cersam Srl (ex Farmoplant) e certificata dalla giunta regionale il 22 settembre 1995. Su almeno 11 sub-aree dell’ex fabbrica chimica, che sulla carta risultavano già disinquinate, sono stati però in seguito rinvenuti altri rifiuti e veleni, costringendo ad intraprendere ulteriori procedimenti di bonifica, nonostante si trattasse di lotti già venduti per il riutilizzo, come il lotto 3, che La Victor ha acquistato da Cersam il 22 gennaio 2001. —

David Chiappuella

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