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I pazienti infettati saranno sentiti in procura
L’indagine a carico del dottor Chimenti (accusato di lesioni colpose) è soltanto all’inizio. Fondamentali le ricostruzioni
«Sentiremo le testimonianze dei pazienti. Cominceremo da quelli che, dopo le terapie nello studio medico di Marina di Massa, sono stati ricoverati in ospedale. Abbiamo aspettato e stiamo ancora attendendo che stiano meglio».
Il sostituto procuratore Alessandra Conforti parla chiaro. E a proposito dell’indagine aperta sui casi di artrite settica che, secondo l’accusa, sarebbero collegati alle infiltrazioni di ossigeno effettuate nello studio del dottor Maurilio Chimenti nel giugno scorso, spiega che, ad oggi «siamo solo all’inizio».
I casi al vaglio della dottoressa Conforti, sono, al momento una decina. «Sono tutti casi di complicazioni di persone che hanno praticato le terapie dal dottor Chimenti» dichiara il pm.
Per fare luce dalla vicenda dal punto di vista strettamente tecnico - ricordiamo che le ipotesi al vaglio sono due, da una parte problemi nelal disinfezione dei locali al momento delle infiltrazioni, dall’altra l’utilizzo di un farmaco non approvato dall’Associazione italiana del farmaco (Aifa) - sarà nominato un perito proprio dalla Procura.
Ma saranno fondamentali anche le testimonianze dei pazienti, soprattutto di quelli che dopo le infiltrazioni hanno avuto conseguenze e complicazioni tali da portarli dritti in ospedale.
Proprio sul nostro giornale abbiamo raccolto nei giorni scorsi la testimonianza di una coppia di coniugi massesi, entrambi settantenni. Il marito è stato dimesso da poco dopo 35 giorni di ricovero. La moglie è tutt’ora in ospedale.
Saranno proprio i pazienti, su disposizione della Procura a entrare nei dettagli. A raccontare cosa è successo durante il trattamento a cui si sottoponevano nello studio medico di Marina di Massa. E, soprattutto, cosa sia successo nella giornata del tre giugno scorso: molti dei casi di artrite settica contratti dai pazienti sono riconducibili a quella precisa data.
La procura, lo ricordiamo, ha aperto un fascicolo a carico del dottor Chimenti con l’ipotesi accusatoria di "lesioni colpose". Lesioni che in diversi pazienti, sempre secondo la procura di Massa, avrebbero causato l’infezione, l’artrite settica, dopo che Maurilio Chimenti, medico infettivologo ed ex primario dell’ospedale Noa, avrebbe praticato alcune infiltrazioni nel suo ambulatorio. Chimenti, lo ricordiamo, al momento è l’unico indagato nell’inchiesta sulla cura "all’ossigeno" per curare i dolori alle articolazioni.
Il perito che, proprio a giorni sarà nominato dalla procura dovrà valutare le cartelle cliniche e la procedura utilizzata per effettuare le infiltrazioni. Solo così si potrà chiarire l’eventualità di un rapporto causa-effetto tra le cure predisposte e le infezioni riscontrate in ospedale.
Una vicenda molto delicata, che ha toccato la salute di parecchi pazienti. Sarebbero infatti una trentina quelli che sono passati da Pronto soccorso e ricovero al Noa. Ma a sporgere denuncia sono stati soltanto una decina. Almeno fino ad oggi. —
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