Il Tirreno

lo sfratto all’aeroclub 

«Danni alla collettività e anarchia a Cinquale Dovevamo intervenire»

«Danni alla collettività e anarchia a Cinquale Dovevamo intervenire»

Il Comune respinge le accuse di Pellegrini sui “secondi fini” e parla di «20 anni di rapporti basati sul “vogliamoci bene”»  

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massa. Non resta senza risposta il durissimo attacco di Alberto Pellegrini, presidente di Aeroclub all’indomani dello sfratto intimato dal Comune dalla gestione dello scalo di Cinquale. Alle accuse di voler favorire altri interessi su quell’area di 600mila metri quadrati, l’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Persiani replica a tutto campo. «La volontà di questa amministrazione è stata ferma e decisa sin dall’inizio nel confermare la valenza strategica dello scalo aeroportuale di Marina di Massa hub dal punto di vista turistico del litorale, ma non era più possibile proseguire una condizione che da troppo tempo produce un danno alle casse del comune. Di ciò erano ben informati i dirigenti di Aeroclub che sono stati più volte ricevuti dall’amministrazione in un contesto di dialogo volto a superare una situazione che si protrae da oltre 20 anni. I canoni non pagati superano i 300mila euro, sono state disattese prescrizioni della autorità aeronautiche con relativi rischi per la sicurezza e l’incolumità di cittadini e turisti. Questi sono gli unici motivi che hanno indotto il comune di Massa prima e Enac e i Vigili del fuoco poi a porre un limite all’anarchia che regnava e regna tutt’ora nella gestione dell’area di cui risulta scaduta la convenzione 2015 e nessun canone risulta essere mai stato pagato dal gestore per l’utilizzo».

Detto questo, l’amministrazione rimarca che il servizio di elisoccorso del 118 «deve rimanere tutelato e garantito» e passa al contrattacco: «Dove sono finiti gli aerei oggetto della garanzia del credito vantato dalla collettività? Che fine ha fatto la società che doveva garantire per 290mila euro l’ adempimento della transazione stipulata per porre fine ad anni di totale noncuranza? Queste sono le domande che l’amministrazione rivolge ad Aeroclub e ai precedenti amministratori che si sono avvicendati in oltre 20 anni di inerzia e di rapporti basati sul “vogliamoci bene”. Infine, rispediamo al mittente le illazioni di bassa lega circa il fatto di avere “secondi fini” o altre idee su quell’area, anziché lasciarsi ammaliare da “inevitabili sospetti” e a ergersi sul pulpito Pellegrini avrebbe fatto meglio a cercare di sanare la posizione in maniera chiara e definitiva. Ma non l’ha fatto». —

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