Il Tirreno

Marina di Massa, bagno vietato in 41 stabilimenti: ecco l'elenco

Manuela D’Angelo
Marina di Massa, bagno vietato in 41 stabilimenti: ecco l'elenco

I divieti di balneazione scattati dopo il nubifragio. Balneari infuriati: "Non succedeva da 20 anni, che cosa fa il Comune?"

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MASSA. «Grazie sindaco, erano venti anni che Marina di Massa non aveva i divieti di balneazione, a chi lo dobbiamo?». A parlare è Carlo Neri, titolare del bagno Fifì, uno di quelli colpiti in piena stagione dal divieto di balneazione, insieme ad altri cinque punti critici della costa massese.

E la rabbia ovviamente è altissima, oltre al disagio di dover gestire turisti impauriti, prenotazioni disdette, e un fuggi fuggi generale dalle spiagge, perché fa troppo caldo e il fisico non regge senza potersi bagnare. Le analisi di Arpat sono impietose: i campionamenti avvenuti lunedì 8 luglio, dopo i temporali di domenica, hanno certificato lo sforamento dei parametri dei vari batteri fecali, costringendo l’amministrazione comunale ad affiggere i cartelli di divieto di balneazione in ben 41 stabilimenti balneari della costa.

La comunicazione è apparsa ieri mattina anche sul sito istituzionale del Comune di Massa: «A seguito delle note di Arpat che attestano risultati sfavorevoli delle analisi effettuate sui campioni di acqua prelevati in data 8 luglio presso le stazioni denominate “Destra Frigido”, “Marina di Massa Levante”, “Ronchi Ponente” e “Campeggi”, il sindaco ha firmato le ordinanze n. 66 e n.68 che impongono il divieto temporaneo di balneazione nelle aree di balneazioni corrispondenti».

Una musica che si ripete da anni: Arpat è tenuta ad effettuare analisi di routine sulle acque del mare apuano, per accertarsi che non ci siano problemi di inquinamento, di nessun genere. A questo servono le analisi proprio a seguito dei temporali, che ingrossano i fiumi, fanno saltare le fognature e riversano nel mare acqua non pulita, piena di batteri fecali, nocivi per la salute umana. Il divieto di balneazione è obbligatorio e quindi opportuno. La speranza, dicono i balneari, è che entro 48 ore il problema si risolva.

Molti però, intanto, hanno subìto danni, sia economici, che di immagine: «La gente se ne va- dice sempre Carlo Neri del Fifì- Se non può fare il bagno, con questo caldo al mare che viene a fare? Ma non è solo questo. Abbiamo anche un problema di spazzatura, di sporcizia, e paradossalmente siamo sempre gli ultimi a sapere i provvedimenti che vengono presi. Da me sono venuti come ladri ad affiggere il cartello di divieto, senza averci dato la possibilità di avvertire i nostri clienti».

A Marina di Massa, poi, non accadeva da circa 20 anni. Lo conferma anche Ernestino Pannullo, titolare del bagno Flora: «Ci siamo stupiti- dichiara- perché qui non abbiamo più neanche il depuratore, quindi la situazione doveva migliorare. Invece dopo 20 anni, forse di più, tocca anche a noi il divieto di balneazione. Turisticamente è un disastro. Passiamo le ore a spiegare ai clienti che il nostro mare non è inquinato, e poi avvengono queste situazioni spiacevoli, a cui non si riesce a far fronte. Il divieto è necessario per la salute pubblica, ci mancherebbe, ma il problema andrebbe risolto a monte». Alessandro Fassoni, del bagno Fassoni, conferma preoccupazioni e disagi: «Quando piove il fiume si ingrossa, e tanti, non sono ancora allacciati alle fognature e la gente scarica ancora nei fossi. Per forza che poi tutto arriva al mare. Però per il bene dei bagnanti è giusto fare sempre controlli ».

Anche il Comune ci tiene a specificare che «i provvedimenti sindacali, in attesa delle controanalisi, sono un atto dovuto a seguito del campionamento effettuato da Arpat all’indomani del violento temporale che nella giornata di domenica 7 Luglio si è abbattuto sul territorio apuano e che ha causato uno sforamento dei parametri di legge»; l’assessore all’Ambiente Veronica Ravagli confida di poter togliere il divieto entro 48 ore e la presidente dei balneari, Itala Tenerani, commenta: «Siamo quasi in trincea questa estate, ma vogliamo essere positivi. Rassicuriamo i clienti, aspettiamo due giorni. Il weekend sarà salvo. D’altra parte il nostro territorio è fatto così».

L'ELENCO DEI BAGNI

Ecco l’elenco dei bagni dove è stato diramato il divieto ordinati per zona. Destra Frigido: Fifi, - Flora, Fassoni, Fraternita Misericordia San Francesco, Circolo della Vela. Nella zona Massa Levasnte Ginevra, Sirena, Arlecchino, Mocambo, Pupa, Gabry, Anna, Olivetti Synthesis, Helvetia, Fior di prato, Villa Santa maria, Maria Consolatrice, Stefania, Paola, Asilo Immacolata, Orfanatrofio Sacro Cuore, Il Fortino, Oasi Skating Surf, Parafhight, Il Magliano, La Vela, Artemisia, Delfino, Ida, Paradiso, Ronchi di Ponente, Ronchi di Levante, Emilia; Spiaggia libera attrezzata Il Fortino. Infine Area Campeggi: Bagno La Cicala I La Cicala II; Fausto, Spiaggia libera via Baracchini.

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