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Spacciava per “informi” marmi pregiati Maxi evasione, sequestro da 1,4 milioni

Spacciava per “informi” marmi pregiati Maxi evasione, sequestro da 1,4 milioni

La Guardia di finanza ha messo a nudo un sistema di sotto fatturazione legato alla vendita di materiale lapideo

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CARRARA. Un’azienda del marmo sottrae ricavi al fisco. Sequestro preventivo di oltre 1 milione e quattrocentomila euro.

«Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Massa Carrara - si legge nella nota delle Fiamme Gialle che non fornisce il nome della ditta - ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di somme di denaro e di titoli depositati nei conti aziendali di un’impresa di Carrara operante nel settore del marmo e in quelli personali del suo amministratore, per oltre 1.400.000 euro».

Il provvedimento cautelare, emesso dal giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Massa, in accoglimento della richiesta della locale Procura della Repubblica, fino alla concorrenza della somma di 1.821.000 euro, è giunto al termine di una verifica fiscale eseguita dalla Direzione Provinciale di Massa Carrara dell’Agenzia delle Entrate.

«A seguito dell’omessa indicazione nella dichiarazione annuale del 2014 di oltre 1 milione di euro ai fini Ires e di oltre 800.000 euro ai fini Iva, è stata superata, per ciascuna imposta, la soglia di euro 150.000 e, conseguentemente, è stata inoltrata alla Procura della Repubblica, a carico del rappresentante legale della società, la denuncia per dichiarazione infedele, reato previsto e punito dall’articolo 4 del Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74 - prosegue la nota - L’evasione è stata perpetrata soprattutto attraverso ripetute sottofatturazioni e la e la ricorrente indicazione, nelle fatture di vendita, di merce ceduta come “materiale informe”, in luogo di materiali di pregio e più costosi. In particolare, a fronte di un prezzo medio ritenuto congruo per l’andamento del mercato di euro 900, venivano esposti prezzi che variavano dai 200 ai 300 euro a tonnellata».

«Le Fiamme Gialle hanno svolto l’attività di polizia giudiziaria finalizzata alla preliminare individuazione delle somme di denaro e al sequestro delle disponibilità finanziarie costituite dai conti bancari e da titoli mobiliari, ritenute strettamente legate all’evasione fiscale perpetrata, fino a concorrenza corrispondente all’ammontare delle imposte evase - continua la nota della Guardia di Finanza - L’attività svolta testimonia l’intensificato ricorso alle nuove strategie di contrasto all’evasione attraverso provvedimenti ablativi che impediscono il consolidamento del profitto derivante dalla sottrazione al fisco di entrate dovute e si inserisce nei collaudati rapporti di collaborazione tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, ai fini di una convergente e proficua azione di contrasto dei fenomeni di evasione ed elusione fiscale». —

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