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il caso 

Il Comune dà lo sfratto all’Aeroclub Chiude di nuovo lo scalo del Cinquale

C.F.
Il Comune dà lo sfratto all’Aeroclub Chiude di nuovo lo scalo del Cinquale

Durissima reazione del presidente Pellegrini: «Una brutta storia di accanimento, ostruzionismo e interessi sotterranei»

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MASSA. “Siete morosi, liberate l’area”. Arriva con un’ordinanza firmata dalla dirigente Maria Stella Fialdini lo sfratto dell’Aeroclub Marina di Massa, gestore dell’aeroporto di Cinquale. Così, in piena stagione estiva, quando la questione della sicurezza e dello stop imposto dall’Enac (lo scalo era rimasto fermo da gennaio a maggio), ecco che di nuovo al Cinquale non si vola. E subito scoppia la polemica: «Davvero una brutta storia quella dell'aeroporto di Massa- Cinquale , una storia fatta di ostruzionismo ed accanimento, di probabili interessi sotterranei , di strane ed equivoche riunioni tra soggetti evidentemente determinati in questa chiusura», accusa Alberto Pellegrini presidente dell’Aeroclub Marina di Massa.

Lo sfratto arriva dopo anni di problemi. L’Aeroclub è moroso nei confronti del Comune di circa 300mila euro e la concessione è scaduta dal 2016. Nel frattempo, tuttavia, ha continuato a gestire lo scalo senza titolo. “Una situazione di illegittimità”, rimarca l’ordinanza del Comune, sottolineando anche che il club “non ha assicurato la corretta gestione dello scalo” vista la chiusura imposta da Enac e “atteso che il club ha provveduto solo in parte a ripristinare le condizioni di sicurezza, tanto che i voli sono ora consentiti solo con alcune limitazioni». Dunque, detta ancora il provvedimento di sfratto, allo scopo di porre fine a questa illegittimità e di “garantire l’affidamento a un soggetto legittimato che assicuri il rispetto delle condizioni di sicurezza richieste da Enac”, ecco l’ordine rivolto a Pellegrini di “liberare l’area” entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento. In altre parole: sgomberate che arriverà un altro gestore.

Per l’Aeroclub Marina di Massa, che è un associazione sportiva che è sulla pista di Cinquale da 60 anni, è un colpo ferale. «Nel corso degli anni – dice arrabbiato Pellegrini – l'aeroporto di Massa ha consentito l'atterraggio e la sosta a velivoli privati sostenendo il turismo locale; fornisce tutto il supporto logistico all'elisoccorso della Regione Toscana determinandone la sua affidabilità, il supporto alla Protezione Civile Regionale; ha creato con la scuola numerosissimi piloti di aerei ed elicotteri , molti dei quali hanno trovato impiego nelle compagnie aerei europee. Perchè allora il Comune di Massa decide di privare, per un tempo non bene determinato, il territorio dei servizi della protezione civile regionale:se non fosse ancora chiaro l'aeroporto chiuderà i battenti ed il servizio antincendio della Protezione Civile, non del tutto inutile all'area andrà in malora insieme al resto. E metterà a casa 7 impiegati addetti al servizio antincendio fatto dall'Aeroclub». Ma il presidente del club attacca ancora:«La nostra struttura non ha mai visto neanche l'ombra di un finanziamento dal Comune (proprietario del terreno), per potere sopperire anche alle più banali opere di manutenzione di un aeroporto ormai decrepito. In qualunque rapporto di affitto , il " padrone di casa " interviene per riparare un rubinetto rotto, ma a Cinquale il club i suoi " rubinetti " se li è sempre riparati da solo». E alle recriminazioni, Alberto Pellegrini aggiunge anche dei sospetti, legati alla “appetibilità” di quella grande area dal punto di vista immobiliare: «Non voglio lanciare accuse questa – dice – ma questa brutta storia obbliga qualunque mente a cedere ad inevitabili sospetti ; quelli che vengono sussurrati perchè certe cose si dicono piano: la zona è bella , proprio vicino al mare, pregiata perchè siamo in Versilia, uno spreco , un peccato tenerci un aeroporto con tutte le cose belle che si potrebbero fare... magari lasciamoci una piccola parte di eliporto per elisoccorso regionale, il resto magari ... Da questa amministrazione ci si sarebbe aspettati altro». — C.F.



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