Il presidio
Al Filippo, dove l’amore per i clienti è una lunga tradizione di famiglia
«Da qui sono passati Enrico Brignano e Francesco Moser, che ci chiese di mettergli al riparo la sua bicicletta da corsa»
Il bagno Filippo è uno storico bagno della vasca della Partaccia, aperto nel 1979 (insieme ad un’altra decina di bagni) a seguito dello spostamento verso l’interno dei camping. Peculiarità del bagno è la familiarità, un “vero bagno del cuore”, non solo perché oggetto di tante preferenze che stanno accumulando con i tagliandi del gioco del Tirreno, ma proprio perché il bagno è stato galeotto nel fare incontrare le famiglie dei titolari, il cui amore è nato proprio su questa spiaggia. Il primo fu il padre Filippo Gianfranchi che incontrò la tedesca Gieske Waltraud Elisabeth 54 anni fa venuta lì al mare, poi il figlio Paolo che ha trovato la sua compagna tra i villeggianti ed infine la sorella Mara, sposata ad un “partaccino”, amico del fratello che frequentava la spiaggia. E Mara e Paolo, gli attuali titolari, il mare e lo stabilimento ce l’hanno nel cuore. «Siamo cresciuti qui e nonostante Mara abbia il diploma di ragioniera e io quello nautico, non abbiamo mai pensato di lavorare al di fuori di questo bagno – racconta Paolo – Io a 12 anni già lavoravo qui e a 16 anni ho preso il brevetto di bagnino. Ho due figli, Filippo di 17 anni e Martina di 15 anni che hanno già preso il brevetto e Serena Gazzoli, la figlia di Mara, ventunenne già lavora al bar. La tradizione continua». Il bagno, forte di una convenzione stipulata con il camping Partaccia 1, conta in prevalenza una clientela di campeggiatori, principalmente emiliani e milanesi. A questi si aggiungono amici storici della partaccia come dei clienti fedelissimi che sono 40 anni che vengono in questa spiaggia. Ci sono anche dei carrarini. «Nel tempo la struttura ha avuto delle migliorie – racconta Mara – ma non è cambiata molto da quanto mio padre la costruì. Anche la nostra filosofia con i clienti è rimasta invariata: qui si trovano come in famiglia, accoglienza e cordialità sono il nostro passaporto. Siamo una scelta interessante, oltre che per i prezzi competitivi, soprattutto perché diamo libertà e non mettiamo grossi limiti. Spesso chiudiamo un occhio e se uno porta un ospite è bene accetto. Abbiamo anche un buon servizio di ristorazione, ma anche molto spazio dove uno può liberamente mangiarsi il pranzo che si porta da casa. Davanti al bagno c’è poi uno spazio dove si trovano ping-pong, altalena, biliardino, scivoli per i più giovani. D’altronde la nostra clientela è prevalentemente familiare, ci sono molti bambini che vengono con i genitori, ma soprattutto con i nonni». Mara annovera tra gli amici di FB più i clienti che quelli di vecchia data, con i quali rimane in contatto anche durante la stagione invernale, quando il bagno chiude la metà settembre per riaprire i primi dieci giorni di maggio. «Quando vengono ci portano formaggi, bottiglie di vino, verdura del loro orto, in segno di amicizia e noi li ricambiamo facendoli sentire a casa loro». I titolari si lamentano che spesso vengono dimenticati dalle amministrazioni, ogni necessità viene pagata di tasca propria, e poi il lungo divieto di balneazione ha penalizzato e prodotto alcune disdette. Dato che la licenza del bagno Filippo non prevede somministrazione di alcolici e solo musica di sottofondo, non vengono organizzati eventi serali, tranne la deroga per i fuochi di artificio. «Da qui non passano vip, la loro meta sono il Forte e il Cinquale, ma un giorno venne di passaggio Enrico Brignano e poi Francesco Moser, perché amico della pizzeria Mauro. Fu simpatico perché non lo abbiamo riconosciuto ma ci chiese se potevamo mettergli la bici in un posto sicuro. Vista la bici allora capimmo». —
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