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La Casa del Popolo esiste ancora e a Casette festeggia mezzo secolo di vita

Camilla Palagi
La Casa del Popolo esiste ancora e a Casette festeggia mezzo secolo di vita

Il segretario nazionale del Prc Maurizio Acerbo: «Non siamo il passato ma un livello di civiltà migliore»

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massa. «Dicono che rappresentiamo una storia passata. Ma gli ideali che hanno fatto da base alla nascita di questa casa sono decisamente moderni, molto di più di quelli razzisti e di quelli promossi dal capitalismo sfrenato. Dobbiamo andare fieri della nostra resistenza, perché quando vanno avanti le nostre idee, vanno avanti i diritti di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici». Così il segretario nazionale del partito della Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni della fondazione della Casa del Popolo di Casette.

Uno spazio in mezzo al verde, a 378 metri sopra il livello del mare, che ha fatto la storia della frazione. Sabato quella frazione si è colorata di bandiere rosse ed è stata animata dalla musica popolare della tradizione comunista e socialista. In occasione del cinquantenario della nascita della Casa del Popolo è stato organizzato un incontro che ha visto la partecipazione anche del segretario di Rifondazione. Prima del dibattito è stata inaugurata una targa in ricordo delle persone che hanno attraversato quelle quattro mura, dedicate ad Ho Chi Minh, rivoluzionario vietnamita fondatore del partito comunista indocinese.

Il dibattito è stato coordinato da Nicola Cavazzuti e ha visto la presenza di Matteo Bartolini, presidente di Arci Massa Carrara, e di Luciano Berselli, della Cgil. Tema dell'incontro “Le case del popolo, tra cultura e rivoluzione”, un approfondimento sul percorso che ha portato alla nascita dei centri per l'organizzazione di iniziative culturali e artistiche della classe operaia, sul senso che tali centri potrebbero avere oggi, nel presente, e sul come rendere continuativo il legame fra gli operai di ieri e quelli di oggi, che vivono nell'epoca della frammentarietà, dell'individualismo e della competitività all'ultimo sangue. Per il sindacalista Berselli la nascita delle Cdp è il «tentativo di contrastare l'affermazione della concorrenza fra i lavoratori. Battersi per costruire momenti di incontro, avere dei luoghi in cui incontrarsi, sarebbe il primo passo per ridare vitalità alla casa del popolo». Matteo Bartolini ha sottolineato l'importanza dei luoghi di incontro per iniziative culturali e politiche «per organizzare un'idea del mondo alternativa a quella dominante».

«Viviamo in un'epoca – ha concluso Acerbo - in cui le persone sono automatizzate. Viviamo in un bombardamento di informazioni in cui cresce la confusione e avanza una regressione culturale. Luoghi come questi rappresentano la possibilità di costruire una vita sociale differente.Un livello di civiltà migliore di quello che ci vogliono vendere ogni giorno in televisione». Al termina della giornata il menù della Casa del Popolo ha offerto baccalà marinato e tordelli massesi. E per concludere musica live e balli. —

Camilla Palagi

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