Il Tirreno

Il fascino discreto del bagno Nedy: comfort e riservatezza prima di tutto

Manuela D’Angelo
Il fascino discreto del bagno Nedy: comfort e riservatezza prima di tutto

I fratelli Roberto e Donatella Della Tommasina gestiscono lo stabilimento frequentato da celebrity, intellettuali e sportivi

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MARINA DI CARRARA. Quando Nicoletta Mantovani, vedova Pavarotti, trascorse le sue vacanze al bagno Nedy, circondata da amici e parenti e da un via vai di personaggi famosi, non uscì neppure uno scatto, neanche una paparazzata. Eppure il celebre tenore era morto da pochi mesi, quelle erano le sue prime vacanze senza Luciano, e di lei si faceva un gran parlare; la venivano a trovare amici importanti sotto quella tenda color crema, da Maddalena Tronchetti Provera, al cantante Nek, ma il riserbo e la protezione dei titolari dello stabilimento fu massimo. Il bagno Nedy conserva dal 1960 il nome della sua piccola grande musa, Dina Magni, moglie di Fernando Tarchiani, detta la “Signora Nedy”, titolari già dell’hotel e i primi a pensare ad uno stabilimento balneare, in quel lembo di terra all'ombra delle Alpi Apuane, che con le numerose ville e residenze di lusso, negli anni ha ospitato scrittori, politici, intellettuali, poeti e artisti, da Eugenio Medea, a Cristiano De Guttry, Piero Calamandrei, Savinio, Carrà e tanti altri.

«Il Nedy nasce così, riservato, discreto, in una Poveromo senza eccessi- dice Roberto Della Tommasina, che con la sorella Donatella nel 1992 ha preso le redini dello stabilimento- Abbiamo la nostra particolare filosofia, ci piace il silenzio, gli spazi grandi dove non si ammassano gli ombrelloni, angoli per riposare mente e fisico». «Ho un ricordo preciso del primo anno che prendemmo il Nedy- racconta Donatella Della Tommasina- Non era facile sostituire una presenza importante come quella di Fernando e della signora Nedy. Un cliente storico ci vide lì per la prima volta, rimase un’ora seduto su una sedia pensieroso e sconvolto. Poi decise di restare e a settembre mi disse che era stata la sua migliore estate. Fu quella frase a farmi capire che eravamo sulla strada giusta e che sarebbe andato tutto bene».

E così è stato: il bagno Nedy rimane uno dei più rinomati della costa: i clienti sono per lo più italiani, Milano, Parma, Prato, nobili di Firenze. Ad estati alterne arrivano anche Arabi e Americani, grazie all’accordo con agenzie specializzate che gli vendono il pacchetto completo, villa con servitù al completo e stabilimento balneare; piscina top class 9 metri per 18, più due piscine laterali per l’idromassaggio e la vasca bassa dei bambini; se ci sono piccoli ospiti arrivano i cesti di giocattoli siglati Nedy, mentre per gli adulti il corredo di teli da spiaggia, cuscini e accappatoi cifrati.

In cucina c’è Federico Di Chiara, uno chef che ha lavorato nei migliori ristoranti della Versilia e si è fatto le ossa a Barcellona da Adrià Ferran, padre della cucina molecolare. «Il bagno Nedy divenne famoso per gli sportivi alla fine degli anni Ottanta- continua Roberto Della Tommasina- perché fu il primo ad avere un campo regolare per il beach volley e successivamente ben due campi per poter organizzare i primi campionati europei che si svolgevano in una spiaggia della costa toscana. Era il 1995, dovemmo attrezzare le gradinate per centinaia di spettatori al giorno: il Nedy si riempì di pallavolisti di ogni nazionalità; i grandi, come Zorzi, Vullo, Gravina, Lucchetta facevano divertire i bambini tra una partita e l’altra; li ricordo autografare magliette e cappellini seduti alle sedie del bar. Furono giornate stancanti, ma bellissime».

E il futuro? «Sarà di sicuro un futuro plastic free, ma per noi già da qualche tempo. Abbiamo voluto eliminare le cannucce di plastica per i nostri clienti, sostituendole con quelle di carta. Una iniziativa che sarà presa da tutti i balneari, ma che noi abbiamo sperimentato, visto che il progetto della cannuccia di carta è di un nostro affezionato cliente». —

Manuela D’Angelo

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