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A rischio il futuro del corso odontotecnico «Pochi iscritti, servono soluzioni urgenti»
La provveditora Donatella Buonriposi: scuola da mettere a contatto con le aziende locali. Da seguire l’esempio di Lucca
pontremoli. «È un istituto in sofferenza ed è un vero peccato perché si tratta di un corso scolastico in grado di offrire realtà professionali di alto spessore».
Una riflessione davvero non banale per quanto concerne il corso odontotecnico Pacinotti, che si tiene nella sede di Pontremoli dell’istituto, visto che a farla è la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (quello che una volta si chiamava Provveditore) Donatella Buonriposi. Nessun, rischio di una chiusura nell’immediato ma «esiste la concreta possibilità, se la situazione non presenta presto degli importanti mutamenti di rotta, che si vada verso la conclusione di questo corso».
Del resto che la situazione non sia rosea lo si è visto già ad aprile scorso quando, vista la scarsità delle preiscrizioni, nella programmazione delle classi per il prossimo anno scolastico si è deciso di mettere insieme, nella medesima classe, gli odontotecnici e i geometri del Belmesseri, istituto che è stato fuso, assieme al Pacinotti, secondo un protocollo firmato dai comuni di Bagnone e Pontremoli, e dalla Provincia. La scelta di creare una classe unica tra odontotecnici e geometri aveva creato da subito molti malumori: poche le materie comuni ai due corsi (uno professionale, l’altro tecnico), a cui si affiancheranno “sdoppiamenti” per le materie dei singoli indirizzi.
Una scelta che ha scontentato tutti. Famiglie e studenti in primo luogo che, dopo avere scelto tra un percorso tecnico ed uno professionale, si trovano nella stessa classe nonostante obiettivi di apprendimento, competenze da sviluppare e criteri di valutazioni siano naturalmente e profondamente differenti. Secondo la Bonriposi le difficoltà che sta vivendo l’odontotecnico rispecchiano quelle delle scuole in Lunigiana: «Nei colloqui che ho avuto con i primi cittadini del territorio l’ho più volte detto. In Lunigiana bisogna capire quale strada si vuole percorrere e riorganizzare conseguentemente la rete scolastica del comprensorio. È inutile voler difendere caparbiamente delle realtà che stanno morendo, e non cercare di valorizzare gli istituti che possono avere un futuro. Così come è inutile avere dei doppioni, penso ad esempio al Classico, a pochi chilometri di distanza. Questa voglia, anche comprensibile ma che si scontra contro i numeri e la realtà, di salvare tutti gli istituti rischia, al contrario, di farli morire tutti».
Ritornando alla questione odontotecnico secondo la Bonriposi «ha purtroppo una collocazione infelice. Si trovasse a Massa, Carrara, ma anche ad Aulla, potrebbe avere numeri più importanti». La successiva, quasi scontata domanda, su cosa si possa fare per far cambiare rotta al corso odontotecnico trova nella dirigente tre diverse risposte: «C’è bisogno alla base di un’azione di orientamento forte nella fase di scelta da parte dei ragazzi che si trovano all’ultimo anno delle scuole medie inferiori. C’è bisogno di un miglioramento del sistema dei trasporti scolastico (su questo, ci sentiamo di replicare alla dirigente visto che l’istituto in questione è a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria) e poi creare una sinergia forte tra istituto scolastico e il territorio». E a questo proposito cita il caso dell’odontotecnico di Lucca che sta vivendo una fase di notevole espansione: «Questo grazie ai docenti che hanno svolto un grosso lavoro facendo quasi da navigator agli studenti», hanno creato cioè dei rapporti con le aziende locali favorendo l’ingresso degli alunni nel mondo del lavoro e stimolando, allo stesso tempo, i giovani ad iscriversi alla scuola. —
Riccardo Sordi
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