Depuratori e Lavello, l’amministrazione vuole vederci chiaro
Il Comune ha chiesto documenti a Gaia sui lavori fatti E continuerà a monitorare il fosso con analisi frequenti
massa. Oggi i tecnici Arpat, provette alla mano, raggiungeranno Ricortola: preleveranno campioni di acqua e quei campioni li analizzeranno. Lo scopo è verificare l’eventuale presenza di colibatteri. Un controllo suppletivo. La legge infatti parla chiaro: se in un’area di balneazione i valori sono risultati oltre i limiti consentiti dalle norme, lì scatta il meccanismo dei controlli supplementari: non soltanto i prelievi mensili di routine, ma una serie di campionamenti per monitorare l’area ed evitare rischi per la salute pubblica. Così se a Partaccia, dove i valori sono rientrati, fino a luglio, quando scatterà il controllo di routine, non verranno eseguiti altre verifiche, a Ricortola, già oggi, l’acqua tornerà sotto il microscopio.
Del resto di microscopi in azione in questo periodo ce ne sono davvero tanti: Ageparc, l’associazione dei campeggiatori, ha annunciato che per tutta l’estate effettuare analisi prelevando acqua davanti agli stabilimenti Cicala, Gelosia e Lillimare. Ben tre analisi ogni mese che si aggiungono a quelle che ha effettuato, ed effettuerà, il Comune. L’amministrazione, in particolare, tiene d’occhio l’asse del Lavello. Lo ricorda Veronica Ravagli, assessore comunale all’ambiente: «Abbiamo attivato un sistema di monitoraggio con analisi di routine». Monitoraggio, ma non solo perché via Portafabbrica ha pure bussato alle porte di Gaia che gestisce i due depuratori e ha chiesto materiale: «Abbiamo fatto un accesso agli atti, inoltrato richiesta di documentazione tecnica al gestore - l’assessora fa il punto - Abbiamo chiesto informazioni sui lavori eseguiti nel 2015 all’impianto Lavello 2 (ex Cersam) per milioni di euro».
Verifiche di dettaglio sul Lavello, ma anche - assicura l’assessore Ravagli - sul Ricortola. Il fosso in questo periodo solitamente è in secca, ma le piogge di maggio l’hanno alimentato e quando il corso d’acqua si getta in mare, seppur con portata limitata, ad accompagnarlo ci sono anche colonie di colibatteri. Fondamentale, quindi, evitare lo sbocco: «Questa mattina (leggi ieri ndr) i tecnici comunali - dettaglia la Ravagli - hanno verificato che non ci fossero rigagnoli. Se ci fosse stata l’acqua, eravamo pronti, come già accaduto, al dragaggio». La speranza, quindi, è che i prelievi di oggi, da parte di Arpat, ribadiscano la balneabilità nella zona di Ricortola.
Gaia, da parte sua, conferma che ci sono stati incontri con il Comune e che l’amministrazione ha chiesto documenti e materiale. Ricorda, inoltre, che non ci sono stati malfunzionamenti negli scarichi e, visto che proprio Arpat ha rilevato un’elevata carica batterica imputabile a Levello 2, su quell’impianto il gestore si impegna ad attivare una vasca aggiuntiva e già disponibile in impianto (non utilizzata) che possa svolgere la funzione di ulteriore accumulo e trattamento delle acque in eccesso ed evitare l’attivazione del bypass (vedi il box). —C.S.
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