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La “barriera” che batte l’infarto può salvare il 95% dei pazienti

La “barriera” che batte l’infarto può salvare il 95% dei pazienti

Al castello di Terrarossa in Lunigiana convegno sulla rete Stemi in provincia: il mantenimento delle Medicine di Pontremoli e Fivizzano e il 118 fondamentali per terapie efficaci

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LICCIANA NARDI. Le unità operative di Medicina degli ospedali di Pontremoli e Fivizzano (coordinate dal dottor Lino Mori), i pronto soccorso, le rianimazioni lunigianesi e soprattutto il servizio 118 di emergenza urgenza territoriale assieme ai medici di famiglia del vasto comprensorio rappresentano la “barriera” essenziale e indispensabile nella lotta ed anche nella prevenzione, dell’infarto. È in sintesi quanto scaturito dal convegno nazionale “La rete Stemi della provincia di Massa-Carrara” che si è tenuto nel castello di Terrarossa su iniziativa della Fondazione Monasterio”con il patrocinio della Regione del Comune di Licciana Nardi e con la collaborazione del servizio 118 Alta Toscana. Direttore del Corso Sergio Berti , direttore unità operativa Cardiologia diagnostica e interventistica dell’Opa. La segreteria scientifica, invece. è stata curata da Maria Laura Valcelli referente formazione personale 118 Massa-Carrara e da Alberto Ranieri De Caterina, della Cardiologia diagnostica e interventistica dell’Opa.. I lavori sono stati aperti con il saluti di Renzo Martelloni, nuovo sindaco di Licciana Nardi, seguiti dal presidente della provincia Gianni Lorenzetti, di Roberto Valettini, sindaco di Aulla e presidente dell’Unione Comuni Lunigiana. Il convegno è stato aperto da Luciano Ciucci, direttore generale della Fondazione Cnr che ha sottolineato la vocazione della Fondazione Monasterio nel percorrere percorsi innovativi come quello di istituire una rete per l’infarto acuto nella provincia di Massa-Carrara ben 18 anni fa, una delle prime nel nostro paese. Come è noto nell’ unità operativa Di Cardiologia dell’Opa giungono anche le persone infartuate dalla Lunigiana e da zone e province limitrofe: 4.000 interventi all’anno. In sala moltissimi i medici giunti anche da Regioni vicine oltrechè dalla Lunigiana.

L’evento ha messo a fuoco i principali aspetti medici ed organizzativi per il trattamento dell’infarto miocardico acuto nel nostro territorio. “Dall’abitazione del paziente alla sala di emodinamica dell’OPA. Ospedale del cuore per l’intervento di rivascolarizzazione coronarica nel minor tempo possibile” questo l’obbiettivo di tutti i professionisti impegnati nella cura di quella che è la principale causa di morte oggi. Il dottor Berti direttore della unità operativa di Cardiologia della Fondazione CNR che ha progettato e partecipato fin dall’inizio alla realizzazione della rete per l’infarto acuto ha ricordato i momenti salienti dei 18 anni di vita di questa fantastica organizzazione al servizio dei cittadini. «L’infarto miocardio acuto con sopra slivellamento del tratto St (Stemi) rappresenta - ha detto Berti – rappresenta a tutt’oggi una delle più importanti per la Cardiologia moderna. Negli ultimi 30 anni sono stati fatti enormi passi in avanti in tale ambito. Basti pensare che ad inizio anni 80 il paziente con Stemi veniva trattato con il riposo a letto, mentre ora la terapia farmacologica e rivascolarizzazione percutanea in emergenza hanno consentito tassi di sopravvivenza intra-ospedaliera di oltre il 95%. Il lavoro di gruppo è alla base di tale successo. Soprattutto il pronto riconoscimento attraverso l’Ecg eseguito direttamente sul territorio, il rapido trasferimento del paziente presso l’Ospedale per eseguire una coronagrafia urgente e la pronta ricanalizzazione della coronaria occlusa rappresentano i punti cardine dell’attuale gestione dell’infarto. Questa è la missione della rete dello Stemi. La nostra rete Stemi dell’area Apuano-Versiliese – ricordo – è una delle primissime costituite in Italia, compie quest’anno 18 anni. Il continuo monitoraggio e miglioramento degli ingranaggi che la compongono ha portato a livelli di efficienza che si ripetono anno dopo anno, giorno dopo giorno, grazie al lavoro degli operatori.

I lavori sono stati partecipati arricchiti culturalmente da due collegamenti in diretta con le sale di emodinamica dell’Opa di Massa per interventi di rivascolarizzazione coronarica simili a quelli che vengono fatti quotidianamente dai professionisti della Fondazione Cnr. Non sono mancati gli spunti per migliorare questa già eccellente organizzazione in particolare le difficoltà dei medici del 118 e dei reparti di urgenza impegnati quotidianamente nella corsa contro il tempo per fare diagnosi di infarto e trasferire i pazienti nel minor tempo possibile verso l’Opa per l’intervento al cuore che salverà loro la vita.

Gli organizzatori ringraziano l’Amministrazione comunale di Licciana e la società Tares coordinata dal manager Andrea Musso che gestisce anche il mega store di Terrarossa per avere offerto pranzo e coffe break. —
 

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