Italia
La sentenza di Arpat: al Lavello valori da liquami non depurati
massa. È un sentenza quella pronunciata da Arpat. Una sentenza che mette sulla “graticola” i depuratori. L’agenzia regionale per la protezione ambientale, in una nota, spiega che sul tratto di litorale di Partaccia e Ricortola punterà la lente: farà - e già ne ha fatti - numerosi controlli suppletivi. Spiega pure che di prelievi ne ha eseguiti tantissimi lungo l’asse del Lavello e da aprile - aggiunge - ha fatto presente agli organi competenti che qualcosa non andava: «Valori elevati - si legge nella nota dell’agenzia - erano stati riscontrati a causa di un’emergenza nel mese di aprile (23 milioni di escherichia coli sul Lavello, all’altezza dello scarico del depuratore Lavello 1 ndr) ed anche in quel caso erano stati informati gli enti preposti».
Arpat chiede delucidazioni a Gaia: «L’agenzia ha anche inoltrato richiesta al gestore di poter disporre della documentazione relativa al funzionamento dei due depuratori, uno dei quali risulta ancora sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria». Chiede delucidazioni perché «in alcuni campioni prelevati nelle acque a valle dei due depuratori, risultano valori di conta di escherichia coli in concentrazioni di milioni». Milioni.
Il 6 giugno Arpat effettua un prelievo sul fosso Lavello, a valle del depuratore Lavello 2 e a monte dello scarico Lavello 1, e di escherichia coli ne trova 59 milioni. Un valore da capogiro. Allarmante. L’agenzia precisa inoltre che «relativamente alle ulteriori analisi lungo l’asta del Lavello (8 punti di campionamento) e in mare (1 punto di campionamento) affidate dal Comune ad un laboratorio privato, i campionamenti effettuati dal laboratorio e da Arpat, seppur eseguiti in date diverse ed alcuni anche in punti diversi, hanno entrambi evidenziato un’elevata contaminazione all’altezza di via delle Pinete. Si precisa che per le analisi di escherichia coli il laboratorio privato non ha utilizzato il metodo per le acque di balneazione».
Arpat tira le somme: « Il Lavello ha mostrato situazioni di elevata contaminazione microbiologica, con valori assimilabili a liquami non depurati. Il valore più elevato è stato riscontrato alla stazione a valle del depuratore Lavello2; il grado di contaminazione è variabile nello spazio e nel tempo; il controllo allo scarico dei depuratori ha evidenziato concentrazioni molto basse di escherichia, mentre sono stati rilevati valori molto alti di tossicità verosimilmente da attribuire ai sistemi di disinfezione. In questa fase in cui le fonti di inquinamento non sono stabili, probabilmente in dipendenza della gestione degli impianti di depurazione, nonché in relazione alla possibilità di sversamenti dolosi , Arpat ritiene opportuno mantenere attivo un monitoraggio più frequente, rispetto a quello di legge, effettuando campionamenti nelle due sottoaree (campeggi ovest con l'attuale punto di campionamento e campeggi est)».
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