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Massa-Carrara: «Più malati, più ricoveri, più morti». La fotografia choc dello studio Sentieri
Pubblicati i dati della ricerca epidemiologica: a Massa e Carrara un eccesso di tumori e malattie respiratorie
È un’analisi statistica che mette in gioco numerose variabili. Uno studio dettagliatissimo. Tecnico, nei suoi contenuti e nelle sue applicazioni. Ma il succo, messo nero su bianco a conclusione di oltre 200 pagine, è chiarissimo: «Tutte le patologie a priori menzionate - per dirla con le parole usate nello studio - presentano uno o più eccessi nel sito di Massa Carrara, territorio che include sette delle nove fonti di esposizione ambientale».
qui si muore di più
A Massa e Carrara i fattori di rischio per numerose patologie, da quella circolatorie a quelle tumorali, sono alti. All’ombra della Apuane ci si ammala e si muore di più che altrove. Di più che nel resto della Toscana. Il tumore al fegato, sia negli uomini che nelle donne, miete più vittime a casa nostra che in altre zone del paese. Tanti, tantissimi i tumori maschili che colpiscono stomaco, polmoni, pleura. Nelle donne la mortalità risulta in eccesso - si legge nello studio - per i tumori del sistema linfoematopoietico e per i linfomi non Hodgkin. Ci si ammala di più e più giovani. In terra apuana le leucemie colpiscono tanti giovani, più giovani che altrove, soprattutto nella fascia compresa rea i 20 e i 29 anni. E qui sono oltre la media i dati dei bambini nati con malformazioni congenite (vedi articolo accanto). Solo sul fronte dei tumori all’apparato urinario, facciamo eccezione: il numero è contenuto. Ma anche le patologie del sistema circolatorio e respiratorio sono più frequenti. Pure l’asma, nonostante mare e montagne a due passi, colpisce ben più che in altre zone. Nel periodo osservato (2006-2013) i morti per tumori sono stati 2.169 uomini e 1.580 donne. Oltre 1.800 gli uomini deceduti per malattie del sistema circolatorio, 2.640 donne. 577 i casi di tumori maligni a trachea, bronchi e polmoni negli uomini, 128 nelle donne. Le morti per malattie respiratorie sono state 474 negli uomini e 364 nelle donne.
sin e patologie
A scattare la fotografia della nostra (poca) salute è Sentieri, lo studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento. In parole più semplici, un’analisi, promosso e finanziata dal ministero , sullo stato di salute della popolazione, nelle diverse fasce di età, che risieda nei 45 Siti di interesse regionale o nazionale. La quinta edizione dello ricerca, pubblicata ieri, punta la lente sul periodo compreso tra il 2006 e il 2013. Chi raccoglie i dati e stende tabelle e report spiega con chiarezza che in molti casi stabilire un rapporto causa-effetto è difficilissimo e sottolinea che spesso sussistono concause, dallo stile di vita all’esposizione a fattori di rischio: «Non tutti gli eccessi osservati nello studio sono attribuibili alla contaminazione ambientale. Le patologie citate riconoscono - si legge nello studio - un’eziologia multifattoriale, all’interno della quale giocano un ruolo fattori socioeconomici, stili di vita, disponibilità e qualità dei servizi sanitari...Tuttavia, le conoscenze disponibili sul profilo tossicologico dei contaminanti presenti nei siti supportano l’ipotesi che l’esposizione ambientale abbia giocato un ruolo causale nel determinare alcuni di questi eccessi».
Insomma - per parafrasare - la contaminazione ambientale, quando c’è, pesa. Ma pesano pure stili di vita e all’ombra della Apuane c’è anche una certa abitudine al fumo e all’alcol (elevate le malattie respiratorie, infatti, e quelle epatiche).
«Gli eccessi di mortalità e ospedalizzazione osservati in entrambi i generi - si legge su Sentieri - per le malattie del sistema circolatorio e dell’apparato respiratorio sono riconducibili ad un’eziologia di tipo multifattoriale, con influenza di stili di vita (per esempio abitudine al fumo), ma anche di esposizioni a inquinamento atmosferico sui quali tuttavia - precisano i ricercatori - occorrerebbe un approfondimento».
e non miglioriamo
Una fotografia allarmante quella scattata dallo studio Sentieri: ci si ammala di più, ci si ricovera di più, si muore di più. E nascono, più che altrove, bambini con malformazioni congenite. Dati preoccupati e che non migliorano. Perché - fatta eccezione per l’apparato urinario che ha visto un decremento della mortalità - «il profilo di mortalità - per citare alla lettera lo studio- è simile a quello delineato dall’analisi sul periodo 1995-2002; le cause per le quali si osservano eccessi - esplicita chi ha condotto la ricerca - sono consistenti con quelle emerse nell’analisi precedente». Insomma, non miglioriamo e non si riducono le patologie gravi e la mortalità ad esse correlata. —
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