Il Tirreno

L’addio al “Fuchin” Franco Menconi

L’addio al “Fuchin” Franco Menconi

Il ricordo dell’autore del libro “Un zighnin d’l Avenza”: «Ai ragazzi dispensava pillole di saggezza»

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CARRARA. Lutto per l’addio a Franco Menconi (fratello minore di Pina Menconi), deceduto ad Avenza: aveva 86 anni.. Era stato dipendente del Cat (ex Atna), delegato sindacale e dirigente della Filt-Cgil. Se ne è andato improvvisamente ma serenamente, senza soffrire e con il sorriso sulle labbra, come ricordano i familiari.

Come da sue volontà non vi è stata funzione funebre e, sempre come da sue volontà, verrà cremato nei prossimi giorni.

Un amico, collega e omonimo (Franco Menconi, Autore del libro “Un zighnin d’l'Avenza” - Francesco Rossi Editore Prima edizione Marzo 1999) davanti a una commossa compagnia di parenti e cari amici che hanno accompagnato la salma al cimitero di Turigliano, ha letto questo suo ricordo: “È un galantuomo che se ne va, stimato e rispettato da chiunque l’abbia conosciuto. Della sua vita lavorativa come autista, parlano di lui le persone di tutte le età, intere generazioni di studenti oggi adulti, di massaie, di gente comune che ancora oggi ricorda il suo modo di fare, sempre in difesa delle persone più deboli, degli ultimi. Più di una volta si fermava fuori fermata per limitare il disagio alle persone anziane, facendole salire e poi scendere, magari, davanti alla porta della loro casa. Una volta, raccontava lui ridendo, si fermò lungo il Viale dove c’era una donna anziana ferma sul limitare del marciapiede, si fermò e insistendo la invitò a salire; questa, dopo alcuni dinieghi, salì. Una volta ripartito, con uno dei suoi larghi sorrisi le chiese (alle persone anziane dava sempre del voi): “Adora, dov volet c’a v scend?”. E questa rispose: “Veramente me, a volev soltant atrav’rsar ’l Vial”. Al mattino, in orario scolastico, l’autobus (o filobus) guidato da Franco era inconfondibile: tutti i ragazzi erano davanti con lui, e lui dispensava loro pillole di saggezza e comportamento, senza nascondere loro da che parte stava politicamente: un buon esempio, vale più di mille parole. Così come era tenero con i ragazzi, era un duro quando si parlava di diritti e di doveri, questi dovevano andare di pari passo. Pretendere i diritti, ma nello stesso tempo non sottrarsi ai propri doveri! Su questo era inflessibile. Non gradiva coloro che pretendevano diritti ma nello stesso tempo si sottraevano al dovere. La sua vita sindacale era improntata su questo; non ha mai sopportato le ingiustizie, a cui reagiva con il suo carattere di fuoco. “’L Fuchin” a Carrara, Avenza e Marina tutti lo conoscono con questo soprannome: “Fuchin”. È stato delegato sindacale e dirigente della Filt-Cgil, la sua firma era su molti accordi sottoscritti con l’Azienda, ed è rimasto attivo come sindacato fino al suo ultimo giorno lavorativo. Ancora dopo, da pensionato, non si sottraeva nel dare consiglio o nel proporre strategie di lotta ai suoi allievi. Un poco per affinità di pensiero, mi consideravo suo allievo... Franco era un uomo Cgil, lo era dentro, era un compagno, era (ed è) un amico!!! Ciao Franco.“ —

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