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Dottore di famiglia ma non solo, ora arriva anche l’infermiere

Dottore di famiglia ma non solo, ora arriva anche l’infermiere

Da settembre la nuova figura professionale sarà in servizio alla nostra Asl

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MASSA. L’azienda sanitaria lo ha spiegato più volte: i nuovi ospedali sono per acuti. Vale a dire: gestiscono l’insorgenza della malattia o l’evento grave. Il malato cronico deve trovare risposte nel e dal territorio. E il territorio deve lavorare per la prevenzione. Una vera sfida. Su questo fronte una risposta importante l’Asl la dà e si chiama infermiere di famiglia e di comunità. Una figura professionale che entrerà in servizio da settembre e che è stata istituita dalla Regione con la delibera 597 del 2018.

La nuova figura è stato illustrato nell’ambito del primo incontro formativo che si è svolto venerdì nell’auditorium della Cassa Edile di Pisa in Via Galileo Ferraris e che ha visto la partecipazione di oltre 150 infermieri. All’evento sono intervenuti il direttore sanitario aziendale Lorenzo Roti, la direttrice dei servizi sociali Laura Brizzi, la direttrice del dipartimento infermieristico ed ostetrico Chiara Pini, il direttore del dipartimento della medicina generale Guglielmo Menchetti, il direttore del dipartimento delle cure primarie Fabio Michelotti. Presenti anche il responsabile della Zona Distretto dell’Elba Gianni Donigaglia, la referente del master organizzato al centro formativo di Santa Maria a Colle (Lucca) Catia Anelli ed il presidente del comitato aziendale di partecipazione Giampaolo Gorini.

«L’istituzione dell’infermiere di famiglia e di comunità - spiega l’azienda sanitaria - permetterà di sviluppare nuovi modelli organizzativi territoriali che rispondano sempre più alla gestione della cronicità, come emerso anche da una riflessione all’interno del dipartimento infermieristico aziendale. La sua funzione primaria è quella di prendere in carico un gruppo ben definito di cittadini, per rispondere ai loro bisogni di assistenza, intercettandoli anche prima che si manifestino».

L’infermiere di famiglia e di comunità rappresenta quindi un punto di riferimento per la cittadinanza anche per quanto riguarda l’informazione sanitaria, la prevenzione, la promozione della salute e l’accesso ai servizi che l’azienda sanitaria mette a disposizione: «Fin dall’inizio - evidenzia la dottoressa Chiara Pini - sono stati coinvolti anche gli altri dipartimenti interessati ai percorsi di assistenza territoriale ed anche gli ordini professionali. L’introduzione dell’infermiere di famiglia e di comunità nei nostri ambiti territoriali, gradualmente a partire dal mese di settembre, comporterà un cambiamento di cultura, che porterà benefici ai cittadini. L’infermiere diventerà infatti il riferimento per una popolazione geograficamente definita e conosciuta e sarà, in sinergia con il medico curante, la figura sanitaria qualificata che si occuperà del gruppo familiare, avvalendosi quando necessario di colleghi esperti in ambiti specifici».

Per assumere il nuovo ruolo è necessario, ovviamente, essere infermieri, quindi aver conseguito la laurea in scienze infermieristiche e poi seguire un’ulteriore formazione ad hoc, che offre il corso inaugurato a Pisa venerdì. Inoltre, nel territorio dell’azienda Toscana Nord Ovest è presente uno specifico master nel polo universitario di Lucca».

Insomma, non soltanto il medico curante, ma anche un altro referente importante in ambito sanitario: l’infermiere di comunità.
 

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