Il Tirreno

Il personaggio

Da Carrara a tutto il mondo per insegnare a fare gelati

Francesca Vatteroni
Nicola Pieraccini, secondo da sinistra, insieme al ministro Centinaio e al premier Conte
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Nicola Pieraccini, secondo da sinistra, insieme al ministro Centinaio e al premier Conte

La storia di Nicola Pieruccini, direttore generale della Federazione Gelatieri. Dalla Cina al Canada, dal Sud America all’Uzbekistan: 42 anni di carriera

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CARRARA. Cremoso oppure più granuloso, più saporito o con un gusto meno intenso e più delicato. Non esiste un solo tipo di gelato artigianale ma esistono moltissime ricette sparse per tutta la penisola italiana, perché il segreto del vero gelato artigianale italiano, di cui i palati del mondo si starebbero innamorando sempre più, sono i nostri prodotti tipici locali. Parola di Nicola Pieruccini, carrarese doc, anche se ha passato la sua vita in viaggio per il mondo e Direttore Generale della Federazione Italiana Gelatieri. «Ho tirato fuori la mia prima vaschetta di gelato il 17 giugno del 1975 e da lì in poi sono sempre rimasto legato al gelato anche se ho continuato e completato i miei studi» racconta Pieruccini, che spiega così i suoi inizi di carriera lunga, ad oggi, 42 anni trascorsi in giro per Paesi come Canada, Uzbekistan, Usa, Cina, Sud America, Libia.

«Sono nato a Carrara ma ho sempre viaggiato: faccio il consulente per le più grandi aziende di semilavorati per le gelaterie e sono circa 200 le gelaterie che ho aiutato ad aprire nel mondo, dalla Cina al Canada». Pieruccini nel 1975 era un ragazzino che voleva comperarsi la Vespa: iniziò così la sua prima stagione estiva dopo l'anno scolastico, per comprarsi l’ambito motociclo, per poi continuare a fare le stagioni durante le vacanze estive, fino a quando dopo il diploma andò a Milano per seguire un corso al Politecnico Alimentare: «E due anni dopo ero già consulente aziendale» sottolinea con orgoglio. Il consulente parla della Federazione di cui è Direttore: «L’obiettivo della Federazione è la formazione dei nuovi gelatieri attraverso corsi professionali e lo studio delle materie prime, per salvaguardare la storia della nostra professione che altrimenti andrebbe persa perché non ci sono più i ragazzi che vanno a bottega» si confida Nicola Pieruccini.

Intanto la Federazione ha portato a casa di recente un risultato molto importante: il riconoscimento ufficiale da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo: «Da quest’anno disponiamo i nostri gelati negli stands che il Ministero porta in giro per il mondo» ha annunciato il consulente carrarese, che ha moltissimi progetti in cantiere con la Federazione di cui ha voglia di parlare: «Stiamo anche lavorando a un documento che avvalora il gelato artigianale italiano come prodotto tipico riconosciuto dall’Unesco».
Pieruccini, sempre a proposito di internazionalità, è stato fra i primi a portare il gelato italiano nell’Est Europeo: «Ho fatto anche una trasmissione televisiva in Cina, a Tianjin sul gelato artigianale» aggiunge, dissertando su alcuni aspetti del mercato straniero: «In Cina- prosegue- non amano il dolce ma sono comunque molto incuriositi da tutto quanto è occidentale e in particolar modo dal cibo italiano per cui stiamo cercando di far loro conoscere gli effetti benefici del gelato sul fisico e sulla digestione». In realtà sono diversi i mercati stranieri che si stanno aprendo a questo prodotto, ci svela sempre Pieruccini: «A Londra ha aperto la maggior parte di ristoranti e gelaterie italiane ma ci sono anche India e Stati Uniti» spiega. —

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