Falda inquinata, acqua dei pozzi off limits Vietato l’uso anche in bagni e campeggi
I sindaci di Massa e Carrara dopo le analisi Arpat nell’area Sin e Sir rinnovano le ordinanze di divieto. Multe fino a 500 euro
Due nuove ordinanze, una del sindaco di Carrara Francesco De Pasquale e una del sindaco di Massa, Francesco Persiani, da ieri pomeriggio ricordano ai cittadini, residenti della zona industriale che l’acqua dei pozzi artesiani non si può bere, né utilizzare per scopi alimentari, sanitari o di irrigazione. Chi non rispetta il divieto rischia una multa da 25 a 500 euro. Le ordinanze sono state presentate ieri mattina, in una conferenza stampa congiunta cui ha partecipato anche la Regione. La falda, infatti, è inquinata, come hanno confermato le ultime analisi di Sogesid, volute all’interno dell’accordo di programma, firmato nel 2016 da Ministero, Regione Toscana, Comuni e Provincia, che porterà, almeno si spera, alla bonifica dell’intera area, attesa da oltre 30 anni, grazie ai 25,5 milioni di euro stanziati dal Governo.
Perché due nuove ordinanze? «Perché- spiegano i sindaci - c’è la necessità di rinverdire atti molto datati, e riscrivere nero su bianco che l’acqua della falda, in determinate zone del territorio, non deve essere utilizzata. Ne va della salute pubblica».
Stiamo parlando di un’area totale di 16 km quadrati, che abbraccia l’intera zona industriale di Massa Carrara, con aree Sin (sito di interesse nazionale) e Sir (di competenza regionale) arrivando fino alla coste. Le ultime analisi di Arpat, nella prima fase, avevano individuato un elevato stato di contaminazione delle acque sotterranee (dall’arsenico, al cromo esavalente, ferro, ammoniaca, idrocarburi e solfati) principalmente in corrispondenza delle aree industriali dismesse, ma anche in zone residenziali, artigianali e balneari. E proprio su quest’ultimo punto, oggi, sindaco e assessore all’ambiente del Comune di Massa, Veronica Ravagli, decidono di porre molta attenzione: «L’area inquinata interessa nel nostro caso anche un tratto di costa occupato da decine di stabilimenti balneari, dalla ex colonia Torino, fino al confine con Marina di Carrara, e decine di campeggi della Partaccia, per i quali sarà valida l’ordinanza di divieto dell’utilizzo delle acque di falda. Le ordinanze che vietavano l’utilizzo dell’acqua per usi domestici, sanitari, alimentari e di irrigazione- spiega Persiani - esistevano già, solo che risalgono al 1981. Non sappiamo quanti di quei cittadini, o artigiani, abbiano continuato in tutti questi anni a rispettare il divieto. Ci sono poi numerosi stabilimenti balneari e campeggi che non potranno utilizzare l’acqua dei pozzi per le docce dei loro utenti, turisti, campeggiatori, e bagnanti - aggiunge l’assessore- In realtà, come ha detto il sindaco, avrebbero già dovuto saperlo, dal 1981, e provveduto all’approvvigionamento di acqua in altro modo, ad esempio attaccandosi all’acquedotto».
Carrara non ha questo problema perché sul suo tratto di costa, interessato dall’inquinamento di falda, insiste solo il porto, dunque non è zona balneare. Sui siti dei due Comuni sarà possibile visionare la cartina con l’area interessata dai divieti e il sindaco di Massa ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale, il prossimo 3 giugno alle 16, aperto alla cittadinanza, specifico sull’argomento, dove con Asl e Arpat verranno date tutte le spiegazioni richieste. —
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