Inquinamento e veleni nella falda, la transazione e il ricorso al Tar di Edison
Le ultime tappe delle vicenda. E oggi la conferenza stampa per la presentazione ufficiale dei dati Sogesid
I risultati delle analisi della falda Sin/Sir, effettuate da Sogesid Spa e pubblicati da Arpat, con gli spaventosi valori dei veleni (cromo esavalente, arsenico, benzene) ancora presenti sul nostro territorio, a 30 anni dalla chiusura del polo chimico, hanno riacceso il dibattito sulla transazione conclusa con Edison Spa (ex Montedison) per fronteggiare le spese vive relative all’emergenza provocata dall’esplosione del serbatoio del pesticida Rogor, verificatasi alla Farmoplant-Montedison il 17 luglio 1988.
L’accordo ha portato 700.000 euro al Comune di Massa, 600.000 euro a quello di Carrara e 250.000 euro alla Provincia, per un totale di 1 milione e 550mila euro. Inoltre Edison ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale di Firenze contro il Ministero dell’ambiente, sostenendo di non essere responsabile dell’inquinamento della falda, i cui veleni, secondo la società, proverrebbero da altri terreni ed aziende.
I giudici fiorentini, con un’ordinanza pubblicata lo scorso 4 gennaio, hanno nominato consulente tecnico d’ufficio il chimico Arthur Alexanian, specialista in inquinamento idrico ed atmosferico, assegnandogli il compito di stabilire “se la presenza di sostanze inquinanti nelle acque di falda a monte e a valle” dell’area Sin ex Farmoplant a Massa “sia attribuibile alle lavorazioni svolte dall’impresa”, attiva fino al 1988, “e in che percentuale probabilistica”. La relazione di Alexanian, che dovrà esaminare tutti i documenti disponibili e potrà avvalersi di un perito geologo, servirà anche ad accertare se la barriera idraulica che Edison ha attivato nell’area dal 1984, potenziata nel 1995 e formata da 6 pozzi, è riuscita a bloccare la diffusione dei veleni. Fino al 2017 le acque di falda contaminate raccolte venivano “omogeneizzate” con acqua pulita e sversate senza filtri nel Lavello, come autorizzato dalla Provincia. In seguito Edison ha realizzato un potenziamento, istallando un impianto di trattamento delle acque, approvato dalla Regione nella primavera 2018.
Edison è gruppo francese dell’energia, guidato in Italia da Marc Benayoun. Ha chiuso il primo trimestre di quest’anno con ricavi a 2,5 miliardi di euro, in crescita del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2018, e un significativo incremento del margine operativo lordo (+26,9%). Il fatturato della filiera energia elettrica è aumentato del 12,5% a 1.068 milioni di euro. Positivo anche il contributo della filiera idrocarburi, con ricavi cresciuti del 2,4% a 1.696 milioni.
In aumento anche il risultato netto, attestatosi a 79 milioni di euro rispetto ai 42 milioni di euro dello stesso periodo del 2018. L’indebitamento finanziario netto di Edison, infine, al 31 marzo 2019, risulta di 615 milioni di euro rispetto ai 416 milioni al 31 dicembre 2018. Una buona performance operativa registrata in tutte le aree di business dalla società francese dell’energia il cui nome torna alla ribalta in questi giorni nel territorio massese proprio a seguito della pubblicazione dei dati di Sogesid sull’inquinamento della falda in zona industriale.
Quei dati oggi saranno oggetto di una conferenza stampa convocata dall’amministrazione comunale di Massa, con la presenza anche della Regione Toscana, per fare il punto sui monitoraggi, sulle analisi effettuate, sui dati conseguenti e sulla presenza di agenti inquinanti rilevati nella falda in percentuali notevolmente superiori rispetto a quelle consentite dalla legge. —
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