Il Tirreno

sul caso farmoplant 

Persiani: la sinistra ha accettato le briciole Ma Pucci: il sindaco non sa quello che dice

Chiara Sillicani
Persiani: la sinistra ha accettato le briciole Ma Pucci: il sindaco non sa quello che dice

Nel mirino i 700.000 euro di transazione con Edison. L’ex primo cittadino: sono per le spese. I danni li chiede il Ministero

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Il succo di quel post Facebook, firmato Francesco Persiani, è chiarissimo: non vengano a darci lezioni sulla tutela ambientale quelli che per il danno causato dalla Farmoplant si sono accontentati degli spiccioli. E quando parla di spiccioli il sindaco si riferisce ai 700.000 euro oggetto della transazione del Comune con Edison spa (è così che si chiama oggi quella che nel 1988 era Farmoplant). La transazione c’è stata e, approvata dal consiglio comunale, è contenuta nero su bianco nella delibera 138 del 2010. Delibera firmata dalla giunta Pucci: «Abbiamo cercato di capire come siano andate effettivamente le cose. Ed è qui - si legge nel post di Persiani- che è emersa una circostanza che desta una certa inquietudine. Forse non tutti sanno che la “grande sensibilità” della sinistra massese ha permesso di dare vita all’atto di giunta del 18 marzo 2010 n. 138 (sindaco Pucci con assessore al bilancio Alessandro Volpi), avente ad oggetto una transazione tra il Comune di Massa ed Edison SpA, dove il Comune si è incredibilmente accontentato delle briciole; infatti quell’amministrazione - continua Persiani - ha accettato quale risarcimento di tutti i danni provocati dalla famosa esplosione allo stabilimento Farmoplant la misera somma di 700.000». Somma ridicola - la definisce il primo cittadino - «a risolvere i danni causati da quella terribile esplosione (se solo li confrontiamo con i 20 milioni di euro che sono stati stanziati per la bonifica della falda)».

Roberto Pucci, il sindaco che sulla transazione ci ha messo nome e cognome, l’atto non lo rinnega, ma ci tiene a sottolineare - senza risparmiar critiche all’attuale amministrazione - che davvero nulla ha a che vedere con il risarcimento del danno: «Mi stupisce che un uomo di legge come Persiani dica una cosa del genere, mi stupisce che non abbia studiato prima di lanciare accuse. La transazione è stata l’atto conclusivo di un contenzioso promosso dal Comune (anche da quello di Carrara e dalla Provincia ndr) per il risarcimento delle sole spese sostenute per far fronte all’emergenza». Insomma - chiarisce Pucci - risarcimento per le spese vive necessarie a far funzionare la macchina in emergenza, dagli straordinari del personale alle indennità di trasferta.

«La legge consente solo al ministero - aggiunge Pucci - di chiedere i danni ambientali. Noi ci avevamo provato, considerato anche che le presenze turistiche passarono da 1,5 milioni a 800.000, ma la normativa non lo consente». Il Comune, in effetti, nella causa sostenuta dagli avvocati Sergio Menchini (ora consigliere per Alternativa civica) e Graziano Maffei, ci aveva provato a chiedere 1,5 milioni per danno di immagine e 2 per danno ambientale. Ma la partita si chiuse con la transazione per le spese vive a 700.000 euro.

Cifra “ridicola” per il sindaco Persiani che sul tema bonifiche non accetta lezioni:«Non ci diano lezioni - spiega appunto nel post - coloro che, a vario titolo, in questi anni non hanno portato nessun contributo reale alla risoluzione della questione ambientale, anzi hanno prestato il consenso a transazioni lesive degli interessi della città. Proprio perché affrontiamo il disastro ambientale con grande senso di responsabilità, abbiamo evitato in queste settimane di fare delle sterili e inutili polemiche (sarebbe stato sin troppo facile sparare sulle gravi carenze della politica della sinistra degli ultimi trent’anni) e quindi si risparmino alla cittadinanza comunicati risibili che ottengono solo lo scopo di strumentalizzare, e non risolvere, i veri problemi». —

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