«È aberrante che i tanti fedeli truffati non abbiano querelato don Euro»
L’avvocato e escort gay spara a zero: nessuno vuole esporsi e metterci la faccia ma così le cose non possono cambiare
«Don Euro mi diceva che voleva invecchiare insieme a me, all’estero. Ecco io gli auguro di farlo. Ma senza di me e, soprattutto, dopo aver pagato il suo debito con la giustizia per tutto quello che ha fatto».
Comincia così la chiacchierata con Francesco Mangiacapra, l’escort gay napoletano che, con la sua denuncia, ha dato il via all’inchiesta sull’allora sacerdote Luca Morini. È stato proprio l’avvocato partenopeo a scoperchiare la doppia vita del parroco di Avenza, prima, Fossone, Massa e Caniparola poi. Una doppia vita fatta di festini gay, regali costosi, cocaina e soldi, tanti soldi.
Luca Morini il prossimo 12 giugno sarà a processo in tribunale a Massa. Con un impianto accusatorio “sgonfiato”: le accuse per truffa sono soltanto un paio, le altri parti offese, infatti non hanno sporto querela. Restano in piedi le accuse di estorsione, di scambio di persona e lo spaccio: i reati perseguibili d’ufficio.
Come giudica la mancanza di querele, lei il grande accusatore di don Euro?
È una cosa a dir poco aberrante che però non mi farà di certo passare la voglia di denunciare le cose che non vanno bene e i soprusi. Il fatto è che non ci si può lamentare che nulla cambia e poi, quando è il momento di esporsi, di metterci la faccia, tirarsi indietro. Io ho grande fiducia nella giustizia e sono sicuro che, con i tempi necessari, farà il suo corso.
Se tornasse indietro rifarebbe gli stessi passi?
Certo, rifarei tutto. Quando ho cominciato a nutrire dubbi e sospetti su don Euro, o meglio su quello che si era spacciato per un magistrato importante che aveva rapporti diretti con Berlusconi, non ho esitato a denunciare. Ho scritto alla Curia, ho fatto i miei passi per fare in modo che tutto quello scandalo venisse a galla. Io non mi sono mai tirato indietro. Oggi posso dire che dalla Curia qualcuno ha ancora tante spiegazioni da dare, non in tribunale, ma davanti ai fedeli sicuramente si».
Cosa pensa oggi di Morini?
Non penso nulla, ma mi faccio solo delle domande. Luca Morini continua a vivere nella stessa villetta a Marina di Massa. La Curia dice che paga regolarmente l’affitto ma se gli hanno sequestrato tutto, come è possibile? Ecco, questa è una cosa che mi fa inc.. parecchio.
Cosa ricorda del periodo in cui ha frequentato don Luca?
Voglio precisare che io ho scoperto la vera identità di don Luca solo il giorno in cui ho chiamato il numero fisso da cui mi aveva telefonato e mi ha risposto la parrocchia di Caniparola. Lui si spacciava come un importante uomo di legge e mi diceva spesso che avrebbe voluto invecchiare insieme a me, all’estero. Io gli auguro che possa farlo, ma solo dopo che avrà onorato il suo debito con la giustizia. Sono fiducioso e sono pronto a raccontare di nuovo tutto nell’aula del tribunale quando mi chiameranno a testimoniare. —
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