Carrara torni a pensare in grande. È questo il leit motiv delle interviste già pubblicate a Fabio Cristelli e Frank Breidenbruch, Giancarlo Casani, Francesca Nicoli, Fabio Felici. Oggi ne parliamo con l’imprenditrice Margherita Dogliani.
A suo avviso, quale la possibilità per Carrara di tornare protagonista nell'arte e ne turismo artistico? «Carrara e considerata il centro più importante al mondo per l’estrazione e lavorazione del famoso e pregiato marmo bianco. Carrara è da sempre protagonista della storia del nostro Paese; il movimento anarchico, la resistenza ne sono esempio… è da sempre protagonista della storia dell’arte con le opere di illustri artisti antichi e contemporanei, Carrara ha espresso passione per la musica d’opera, nel nostro teatro si esibivano grandi compagnie di opera lirica. Insomma Carrara ha storia e bellezza. Certamente il quadro di Carrara è la rappresentazione di una città fantasma. Una città degradata, rovinata dall’incuria, da scelte politiche, economiche e sociali inadeguate alla sua bellezza, storia e ricchezza. Le sue cave, gestite come bene comune, renderebbero Carrara una delle città più ricche al mondo. Ma oggi stiamo parlando di devastazione e degrado, ci stiamo interrogando come fare a porre un nuovo inizio, la rinascita di una città dimenticata. Si tratta di intraprendere un percorso difficile che richiede investimento di denaro, energie e soprattutto volontà. È vero bisogna pensare in grande ma penso anche che nel grande ci stia il piccolo, dobbiamo porre radici autentiche per una vera rinascita. Carrara ha radici profonde e preziose. Carrara ha tutto. Dobbiamo iniziare da quello che abbiamo, dalla sua bellezza. Le sue Chiese, per esempio, sono monumenti storici di indicibile bellezza. Chiese del seicento, a Gragnana addirittura del quattrocento. Il Duomo è un monumento che lascia senza respiro. Nella Chiesa del Carmine è l’opera di Ordonez, “Madonna con il bambino”. E poi le sue piazze, le sue strade, i palazzi, opere di prestigio e pregio architettonico. Ecco da dove iniziare dalla sua straordinaria ricchezza di opere, chiese, palazzi strade edifici attraverso i quali attirare turismo. Creare dei percorsi turistici per far ammirare la sua bellezza. Sembra semplice, vero? No, non è per niente facile, ci vuole desiderio, volontà politica, e soprattutto consapevolezza. Carrara non ha bisogno di essere salvata da qualcosa o qualcuno, la nostra città ha risorse proprie che nessuno può negare. Sta a noi farne un capolavoro, ammirata da tutti. Inoltre credo che per tornare protagonisti nell'arte sia necessario coinvolgere artisti quindi rivedere la struttura, l'organizzazione di laboratori, la promozione d'incontri d'arte. Per esempio organizzare cantieri d'arte abbinandoli a cantieri di design, in modo da affiancare l'arte contemporanea allo sviluppo delle grandi manifatture, coinvolgendo quindi artisti e imprenditori».
Simposi e biennali portavano grande visibilità come anche adesso White Carrara Downtown. Ma poi? Come fare a trovare continuità?
«Eventi come White Carrara Downtown attirano, ma sono eventi che hanno la funzione più turistica che artistica. Per un vero sviluppo sono indispensabili entrambe le funzioni ma credo doveroso iniziare dall’arte. Per questo credo necessario coinvolgere grandi artisti, celebrità del mondo della scultura e del design. È fondamentale, poi, dare un respiro ampio all’evento, la comunicazione diventa essenziale, dobbiamo uscire dal nostro territorio. Dobbiamo avere coscienza e consapevolezza della nostra grandezza storica. Credo funzionali per trovare continuità le residenze per artisti. Nel nostro territorio esistono strutture, siti che possono trasformarsi in residenze dove ospitare anche le giovani e i giovani talentuosi dell'Accademia. Dobbiamo avere a mente sempre il grande evento che contiene l’iniziativa piu piccola ma altrettanto significativa».
I due musei Cap e Carmi faticano a entrare nei grandi circuiti e così il museo del marmo. Cosa suggerisce?
«Il Carmi è un museo ospitato dalla Villa Fabbricotti situato all’interno del Parco della Padula dedicato alla figura di Michelangelo. Il museo esprime il legame tra l’illustre artista e il nostro territorio, quindi un alto valore storico e simbolico, pertanto dovrebbe essere inserito in importanti circuiti turistici. Il Cap, invece, si inserisce nel contesto dell’arte contemporanea. Rappresenta l’opportunità di sensibilizzare l’opinione pubblica, gli studenti all’arte contemporanea attraverso mostre di artisti contemporanei; per garantirne la qualità è necessario affidare la programmazione ad esperti inserendo le manifestazioni in circuiti internazionali. Mi sembra che la scelta della nostra assessora alla cultura di nominare due responsabili sia un passo importante». L’ex presidente dell’Accademia Giancarlo Casani auspica una regia unica e una sinergia, chi potrebbe assumere questo ruolo? «Ovviamente ogni iniziativa, ogni buona idea deve essere nutrita dal desiderio di ridare lustro e bellezza a Carrara. Per questo si rende indispensabile un lavoro in sinergia. La sinergia sorretta da esperti che possono garantire qualità di iniziative e manifestazioni, ma aperta alla città, quindi dar valore a tutti i soggetti che contribuiscono alla vita artistica della città. Il nome non è prematuro? In ogni caso una persona competente e capace di relazionarsi».
Cristelli suggerisce di collocare la grande opera di Frank Breidenbruch "L'arca che non salva nessuno" sulla cima tagliata dei Bettogli. Che ne pensa?
«Sicuramente un opera d’arte di prestigio ma non mi sembra adatta alla ”cima del Bettogli”».
Margherita Dogliani, imprenditrice, gestisce con i familiari lo storico Biscottificio Dogliani di viale Zaccagna. È animatrice della bella rassegna culturale Donna Anima e Corpo, che va in segna tutte le estati ormai da quindici anni, ma anche delle iniziative legate al format della Fabbrica di pensiero e la Fabbrica dei giovani. Nel suo Art & Cafè organizza incontri con autori e iniziative culturali. Insomma, una protagonista delle attività culturali della città, non solo d’estate, con un occhio di riguardo alla valorizzazione dei giovani e delle donne.
Massimo Braglia