Il presidio
Caso consiglio mai convocato «Si dimetta Silvia Amorfini»
AULLA. Il 4 aprile scorso fece scalpore quello che accadde all’asilo nido annesso al polo scolastico, comprendente anche materne ed elementari, ubicato fra i quartieri del Groppino e della Barcara ad Aulla, realizzato dalla Regione Toscana e inaugurato nell’estate 2017. A causa delle forti piogge l’asilo nido comunale, ospitato in un plesso scolastico praticamente nuovo, fu invaso dall’acqua e subito il gruppo consiliare di minoranza “Idee in Comune” chiese la convocazione di un consiglio comunale urgente e straordinario per discutere di quanto successo.
Il richiesto consiglio comunale non è però mai stato convocato e ora le opposizioni consiliari unite chiedono le dimissioni della presidente del consiglio comunale Silvia Amorfini. Non solo: i cinque consiglieri comunali di minoranza, Maria Grazia Lombardi, Monja Brunelli, Filippo Coppelli, Silvia Magnani e Arturo Andrea Demetrio, invocano l’intervento del prefetto. A fare precipitare la situazione, almeno in base a quanto scrivono i cinque, è la risposta del sindaco Roberto Valettini e di Silvia Amorfini stessa alla interpellanza con cui richiedevano anche la convocazione del consiglio comunale.
«La nota di risposta , che ci è pervenuta - scrivono Maria Grazia Lombardi, Monja Brunelli, Filippo Coppelli, Silvia Magnani e Arturo Andrea Demetrio - a ben un mese di distanza dalla nostra istanza di convocazione di un consiglio comunale ex art.24 del regolamento, così come confermato nell’oggetto della risposta, può essere classificata in un solo modo: uno sprezzante dileggio nei confronti dei cittadini di Aulla». Ma, toni a parte, è il fatto che Silvia Amorfini non abbia convocato il richiesto consiglio comunale a spingere i cinque consiglieri di opposizione a chiedere che questa, «prima dell’intervento esterno di altri», presenti le sue dimissioni dalla carica che ricopre, «così da ristabilire quell’equilibrio che la propria figura dovrebbe assicurare. La comunicazione (la risposta di Valettini e Amorfini n.d.a.), dettata dal livore e scritta senza alcun rispetto sia per i toni che per i termini utilizzati nei confronti dell’opposizione, le cui richieste vengono considerate “contumelie”, per di più definite “eccentriche ed inconferenti”, contiene, comunque, un grave inadempimento regolamentare e di legge, consistente nella mancata convocazione, ex art.24 del regolamento comunale, del consiglio comunale richiesto da più di un quinto dei consiglieri comunali». Tale precisa decisione del presidente del consiglio comunale «ci obbliga - concludono i cinque - a dover rivolgerci al prefetto, che ci legge per conoscenza, per fare formale richiesta di un suo intervento sostitutivo, in considerazione del fatto che al presidente spetti la sola verifica formale della richiesta e del prescritto numero di consiglieri, non potendo, comunque, sindacarne l'oggetto e, soprattutto, i motivi». —
Gianluca Uberti
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