Meteo
Sesso con la figlia minorenne: condannato a sette anni
Le molestie vanno avanti per anni, approfittando delle assenze della madre. Venne denunciato dopo alcune rivelazioni della bimba a una compagna di classe
MASSA. Gettata dal padre in un abisso di violenza, lui che si appropriava del suo corpo di bambina di dieci anni appena la madre era fuori, togliendole per tanto tempo le parole per raccontare quello schifo che le aveva imposto. Cominciò obbligandola a guardare film porno, poi i palpamenti e infine purtroppo i rapporti sessuali. È stato condannato a sette anni dal giudice Augusto Lama, a essere determinante è stata la testimonianza della figlia. Terribile, ma decisiva per salvarla e liberarsi delle attenzioni deviate del padre.
Il dubbio nasce quando la ragazzina improvvisamente comincia a manifestare turbamenti e paura a rimanere da sola in casa con il padre. La madre si preoccupa e cerca spiegazioni, la interroga. La piccola tentenna, poi va dritta al punto: è papà che la tocca e le fa cose strane, sempre quando lei e il fratello non sono in casa. La notizia è uno choc, in un primo momento la madre non può crederle. Non vuole.
Pensa che ci sia di mezzo la storia di un cellulare, che lei aveva chiesto al padre e lui le aveva negato. Il racconto sarebbe una sorta di vendetta adolescenziale per il rifiuto. La figlia però racconta minuziosamente cosa il padre le aveva fatto, quando, in che modo. Dettagli terribili e la madre non può che crederle.
Chiede di intervenire a un altro uomo di famiglia che si presenta da lui e gli dice chiaro e tondo che in quella famiglia non può più stare. Lui incassa, fa le valige e se ne va. Non ribatte nulla. Non nega.
Nelle motivazioni della sentenza il giudice scrive di «attenzioni sessuali morbose subite da parte del padre ed attuale imputato, quando la madre ed il fratello minore erano assenti, inizialmente con l’imposizione della visione di film pornografici, poi con azioni sempre più invasive e violente, come ripetuti toccamenti dei seni e delle parti intime della ragazzina, l’obbligo alla stessa di toccarlo, a sua volta, nelle parti intime sino, negli ultimi tempi, a veri e propri rapporti di sesso orale».
Anche a scuola il rendimento della giovanissima vittima cala, è distratta. Non sta bene, ma non sa esattamente cosa dire. A chi dirlo. Piano piano si apre in classe con un’amichetta, che turbata riferisce a sua madre. È la prima volta che i fatti emergono, ancora prima di averne parlato in famiglia.
La vittima, durnate l’incidente probatorio, ha precisato che negli ultimi anni essa, pur ancora minorenne, avendo però raggiunto un’età maggiore, tra i tredici ed i quindici anni, provò a resistere alle attenzioni sessuali che continuava a subire da parte del padre , ma un po' per i sensi di colpa che questa azioni violente avevano indotto in lei, un po' perché in questi casi il padre tendeva a diventare anche violento, ha continuato, suo malgrado, a subire le iniziative sessuali del padre.
Intrappolata, prima di aver parlato della cosa, la ragazzina cominciò a sfogarsi su se stessa con comportamenti autolesionistici, procurandosi ferite.
Per l’uomo condannato, oltre ai sette anni di carcere, sono scattati anche il divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati abitualmente da minori, il divieto di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con minori, , la perdita del diritto agli alimenti e l’esclusione dalla successione della persona offesa, l’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni od in altre strutture pubbliche o private frequentate da minori. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
