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Furbetti del cartellino e la soglia delle 3 ore
La Procura ha individuato il limite massimo di assenze Oltre quel limite, è scattata l’iscrizione nel registro
massa. Nel mirino della Procura, quando le indagini muovono i primi passi, di dipendenti pubblici ce ne sono pochi, pochssimi. Gli inquirenti per coglierli sul fatto, quei dipendenti, installano le telecamere. E fotografano “un andazzo”. Gente che entra ed esce senza timbrare il cartellino. C’è chi lo fa spesso, chi davvero di rado. Chi fuori ci rimane il tempo di una sigaretta o di un caffè, chi, invece, si trattiene più a lungo. Settanta persone finiscono indagate, ciascuna con una posizione diversa. La Procura conteggia anche, in base ai periodi di assenza dal servizio in Provincia o al Genio civile, il danno erariale che ciascuno avrebbe causato all’ente. Ma di quei 70 indagati iniziali, soltanto 55 rimangono iscritti nel registro. Cinquantacinque a cui si aggiunge una nuova iscrizione, quella del dirigente della provincia che avrebbe dovuto prendere provvedimenti. Quindi alcuni dipendenti, inizialmente indagati, nel registro non ci sono più: gli inquirenti hanno stralciato o chiesto l’archiviazione. Hanno, infatti, individuato una soglia massima di assenze: chi quella soglia l’ha superata, il nome sul registro ce l’ha ancora e ha ricevuto l’avviso di conclusione indagine.
Tra le persone che, inizialmente indagate, non sono più nel mirino della procura ci sono profili di versi. Tra quei profili, l’assenza massima contestata è quella di 3 ore complessive, accumulate con 6 distinte uscite. Nessuno degli ex indagati, la cui posizione è stata ora stralciata o archiviata, registra un’assenza superiore a quelle tre ore. Il che fa pensare che i 180 minuti siano la soglia “di tolleranza”, per così dire, quella che per l’entità complessiva del danno erariale causato è stata considerata irrisoria e non ha giustificato il prosieguo delle indagini. All’interno di quella soglia massima, c’è chi è uscito solo 3 volte, ma si è trattenuto a lungo, chi spesso, ma per poco tempo. In nessun caso qualcuno è stato fuori complessivamente più di 3 ore.
Chi invece quella soglia l’ha superata, è ancora iscritto nel registro degli indagati. Iscrizioni a cui si aggiunge quella del dirigente della Provincia. Agli indagati, nei giorni scorsi è stato notificato l’avviso di conclusioni indagini. Tra loro ci sono anche i 29 dipendenti per cui nel gennaio scorso sono scattate le misure cautelari (poi sostituite dall’interdizione dagli uffici). —
C.S.
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