Il Comune pronto a vendere la farmacia di via Zini Ci lavorano in 5, nel 2018 incassò oltre 1 milione
l capo di gabinetto Pepe: «Valutiamo le possibilità, non è imminente».
A poche settimane dall’avvio della stagione estiva, le farmacie comunali di Massa tornano a far parlare di sé, con due spettri all’orizzonte: la possibile vendita di uno dei presidi e il dimezzamento dei servizi al cittadino, causa mancanza degli aiuti stagionali, che sarebbero già dovuti arrivare da maggio, ma di cui ancora non si sa nulla.
Dal Comune, ufficio di Gabinetto, confermano parzialmente: «Stiamo valutando tutte le possibilità, anche quella della vendita- dice Daniele Pepe- ma non c’è nulla di sicuro. Stiamo controllando i ricavati, le sedi, i costi generali, la qualità del servizio e l’utilità di tutte le nostre farmacie. Una volta avuta chiara la situazione, decideremo cosa è meglio fare per ognuna».
In altri ambienti però, la notizia della possibile vendita di una delle farmacie comunali, è già data quasi per certa. Non solo: si conosce anche il nome della “sfortunata”: la comunale numero 2, quella di via Zini a Marina di Massa che potrebbe chiudere, da qui a sei mesi, se la giunta approvasse la delibera dirigenziale, a cui gli uffici stanno lavorando. I dipendenti, tutti farmacisti comunali, di fatto funzionari tecnici dell’ente, pare abbiano già ricevuto la visita di alcuni vertici del Comune, che li informava della “imminente” vendita. Il capo di gabinetto Pepe però smentisce l’imminenza. I posti di lavoro non sono a rischio, dicono dal Comune: se dovesse davvero chiudere una delle farmacie comunali, i dipendenti sarebbero spalmati all’interno degli altri presidi. Ma l’operazione sta destando apprensione tra le farmacie.
Quella di via Zini sarebbe la più problematica, che a fine anno presenta meno utili, in base al personale utilizzato, penalizzata dalla ztl estiva, che inibisce il passaggio a residenti e soprattutto turisti e “offuscata” dalla troppo vicina farmacia Nobili, più fornita, più grande, con più offerte e prodotti.
Nonostante questo, dai dati in possesso de Il Tirreno, risulta che anche la farmacia numero 2 di Marina di Massa, dove ad oggi lavorano 4 farmacisti e un collaboratore, nel 2018 abbia fatto la sua parte, incassando circa 1 milione e 100mila euro. Perché venderla allora? A luglio dell’anno scorso l’amministrazione aveva palesato ai farmacisti la possibilità di spostare la farmacia in un luogo “più trafficato”, sul Lungomare ad esempio, ed era stato individuato anche un fondo, che il Comune avrebbe dovuto affittare per una spesa annuale non di poco conto. L’ipotesi fu dunque scartata e così le criticità della farmacia di via Zini si sono ripresentate. Tornando agli incassi, le farmacie comunali di Massa non sembrano passarsela troppo male: quella di Partaccia nel 2018 ha registrato 1 milione di euro (meno di via Zini, ma ha meno dipendenti); la comunale 1 (ai Tribunali) 1,4 milioni di euro (e negli ultimi 4 mesi ha incassato 16mila euro in più rispetto all’anno scorso); infine quella dentro il Carrefour 1,8 milioni di euro, per un totale di cassa pari a 5,3 milioni di euro. Gli utili vanno dal 10 al 20%, calcolati per difetto in circa 500mila euro puliti, che nel 2018 sono finiti a rimpinguare il bilancio comunale. Non sarà un grande business, insomma, ma è difficile pensare che il Comune possa far a a meno delle sue farmacie pubbliche. —
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