Italia
Vengono a Massa, ma per buttare il sudicio. Multati 55 “turisti” della spazzatura
Residenti in altri comuni, utilizzavano i cassonetti nelle zone di confine. Scovati dalle telecamere, devono sborsare 50 euro
MASSA. A Massa non ci abitano, ma un salto ce lo fanno. E non per fare shopping o godersi una passeggiata, ma - ahimè - per buttare la spazzatura. Sì perché nei loro comuni c’è il porta a porta e loro l’impegno di differenziare e conferire nei giorni stabiliti non vogliono prenderselo. Così scelgono l’opzione “turisti della spazzatura”: raggiungono Massa e gettano il sudicio, magari pure indifferenziato, nelle aree della città in cui il porta a porta non c’è e in strada ci sono bidoni e cassonetti. I rifiuti li gettano a Massa, ma la Tari la pagano nel comune di residenza.
A beccarli sul fatto ci hanno pensato le telecamere mobili di Asmiu: identificate le targhe, l’amministrazione è risalita alla residenza. E per i “turisti” del sacchetto non c’è stato scampo: sono scattate le multe. Nella rete dei controlli sono finite 55 persone, tutte carraresi o montignosine, beccate nelle aree di “confine”: ai Sei Ponti, a Bagaglione, in via Oliveti e via Massa Avenza. L’ordinanza 33 dello scorso 24 aprile, a firma Francesco Persiani, parla chiaro: chi getta la spazzatura in quel di Massa, ma a Massa non ci risiede, rischia la sanzione. Detto e fatto. Adesso in 55 dovranno sborsare 50 euro (il doppio del minimo previsto).
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A confermare che le multe sono state spedite ci pensano il sindaco e Lorenzo Porzano, amministratore unico di Asmiu. Sindaco e amministratore,domenica 12 maggio, insieme alla giunta, sono in piazza Mercurio con tanto di guanti, sacchi neri e ramazza: chiudono “Puliamo il mondo”, l’iniziativa voluta proprio da Asmiu per sensibilizzare cittadini, associazioni e studenti alla cura della città. Con l’amministrazione, armati di scopa, ci sono anche i boy scout e un gruppo di carcerati.
«Dopo le prime diffide - a fare il punto è Persiani - sono partite le multe a chi conferisce la spazzatura nel nostro comune e non dovrebbe». Poi sindaco e amministratore unico fanno il punto sui prossimi step in tema di rifiuti e raccolta differenziata. Con loro c’è Veronica Ravagli, assessora ad ambiente e decoro. Spiegano che «il milione e 800mila euro che Asmiu si è assicurata classificandosi terza ad un bando regionale, verrà investito nell’acquisto di nuovi mezzi, nella ricicleria e nella realizzazione delle isole ecologiche interrate. Il numero dei cassonetti - proseguono - aumenterà pergarantire una copertura più capillare». Sì perché l’amministrazione ritiene che la ricetta per passare da un 32% ad un 55% di differenziata, nell’arco di un anno e mezzo, non sia implementare il porta a porta, ma garantire libertà di conferimento, negli orari e nei giorni, incentivando ad una corretta differenziazione dei rifiuti. In parole semplici: tu puoi gettare, nel giusto cassonetto, quando vuoi, ma se nel bidoni lasci cadere getti il rifiuto sbagliato, vieni beccato. Come? «Nel 2020 - spiega Persiani -introdurremo il sacchetto con il codice a barre». Ciascun nucleo familiare ha il suo codice e l’identificazione è immediata. Un progetto che - l’amministrazione ne è certa - non vedrà diminuire, ma aumentare il rifiuto differenziato. —
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