Il presidio
Discriminata al lavoro perché troppo anziana Graduatoria da rifare
La decisione del giudice del lavoro riguardo a una vigilessa Scavalcata dai colleghi per il trasferimento: sono più giovani
Discriminata nel concorso perché troppo in là con gli anni. E così una vigilessa che aveva chiesto il trasferimento a Massa a Viareggio, in una procedura di mobilità esterna, si è vista scavalcare dal collega più giovane perché...più giovane. Si è rivolta a un giudice del lavoro e ha vinto: graduatoria da rifare, non tenendo più conto della variante discriminatoria.
A queste conclusioni è giunta la giudice del lavoro Erminia Agostini a favore della lavoratrice, valutando come la donna, all’epoca della procedura di mobilità, fosse in possesso di tutti i requisiti richiesti, compresa l’idoneità fisica. La donna è difesa dall’avvocato Daniele Biagini.
All’esito del colloquio, di fronte al dirigente Santo Tavella nel 2017, però la lavoratrice viene “scavalcata”da due colleghi. Per le seguenti motivazioni: «un elemento di preferenza viene attribuito al candidato per la sua giovane età, per l’adattabilità a diverse modalità d’impiego operativo emergenti dal suo curriculum e per le pregresse esperienze lavorative». Discorso simile anche per l’altra collega: si formula preferenza «stante l’età inferiore».
La giudice da tutto ciò evicne che in base al verbale z è stato valorizzato in via preminente il criterio dell’età anagrafica. Infatti la ricorrente è in possesso di tutti i requisiti, gode dell’idoneità fisica, ha notevole esperienza maturata presso diverse amministrazioni, è da tempo assegnata alla unità operativa viabilità di Viareggio, comune notoriamente a vocazione fortemente turistica e, quindi, impegnativo». E le è stata preferita, tra i due candidati, una che non aveva conseguito la patente di servizio.
Agostini ritiene nelle conclusioni «che il Comune ha posto in essere un trattamento differenziato in base all’età e che non ha fornito elementi che inducano ad escludere la sussistenza di una discriminazione». La ricorrente non verrà assegnata al posto di lavoro, valutazione che spetta al Comune al quale la giudice non intende sostituirsi, ma stabilisce il rinnovo della valutazione ed all’eliminazione del requisito della età quale fattore discriminate. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
