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Casonato, le foto scattate prima dell’omicidio

Casonato, le foto scattate prima dell’omicidio

Marco, condannato a 18 anni, scrive ancora dal carcere: «Quelle immagini sono “la scatola nera” di quanto accaduto»

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MASSA.  Marco Casonato dal carcere prende carta e penna e scrive ancora. Lo fa dopo la condanna, in primo grado, con rito abbreviato, a 18 anni di reclusione (il pubblico ministero ne aveva chiesti 20) per l’omicidio del fratello Piero. Scrive e alla lettera, inviata a Il Tirreno e datata 29 aprile, allega una decina di fotografie. Quattro di quelle foto - scrive - le ha scattate lui, le altre sei - spiega - sono state invece scattate dal fratello Piero. E risalgono, tutte quante, a pochi minuti prima dell’omicidio.

Quelle immagini, per Marco Casonato, sono strumento di ricostruzione della vicenda: «Terminato il processo di primo grado - si legge nella lettera dal carcere - mi pare che il lettore possa vedere le due sequenze che sono la “scatola nera” - così le definisce Casonato - dell’incidente». E il finale di quelle sequenze fotografiche, secondo Casonato, rivelerebbe i rapporti amichevoli tra il fratello e il gruppo di operai che stava svolgendo lavori alla villa. Marco Casonato - per ricostruire - si sarebbe presentato alla villa, il giorno del fratricidio, con la macchina fotografica per documentare i lavori in corso (sosteneva che non fossero autorizzati) e trasmettere quella documentazione al Comune di Massa. Fatti alcuni scatti, sarebbe stato lui stesso fotografato dal fratello Piero. E adesso, dopo la condanna in primo grado,

Marco Casonato quelle immagini vuole renderle pubbliche perché ritiene che forniscano un quadro di quanto accaduto, almeno, dell’atmosfera che caratterizzava i momenti antecedenti l’omicidio.. Nella lettera Marco Casonato solleva anche un tema delicato che riguarda le indagini e, in particolare, le analisi delle tracce ematiche sottolineando la necessità che tutte le «impronte digitali insanguinate» vengano analizzate. Una lettera quindi, che ripropone, la ricostruzione dei fatti della difesa che ha sempre sostenuto che Marco Casonato, arrivato sereno alla Villa, avrebbe poi reagito alle provocazioni. Tesi che il giudice , in primo grado, non ha accolto.

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