Il Tirreno

Fece la “nota” al preside, assolto il professore delle scuole medie

Alessandra Vivoli
Fece la “nota” al preside, assolto il professore delle scuole medie

Il docente aveva messo nero su bianco il rapporto e in primo grado era stato condannato a una multa e al risarcimento danni

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PONTREMOLI. Lui, il professor Brunello Pucci, aveva fatto rapporto al preside reo, a suo dire, di aver disturbato la sua lezione. Davanti all’ingresso del dirigente in aula il professore massese non aveva messo tempo di mezzo e, proprio come accade con gli studenti indisciplinati, gli aveva fatto la nota. . La cosa era finita sui giornali e il prof si era beccato una querela per diffamazione mezzo stampa, con tanto di multone da pagare.

Questo accadeva nel primo grado di giudizio. Ieri, in Corte d’Appello a Firenze Brunello Pucci (difeso dall’avvocato Rinaldo Reboa) è stato assolto “perché il fatto non sussiste”.

La vicenda accadde all’istituto Ferrari di Pontremoli. I fatti risalgono a maggio/giugno 2012. La storia risale a quanto Coltelli dirigeva l’istituto comprensivo «Ferrari», con sede a Pontremoli. E Pucci insegnava nella scuola media che fa parte dell’istituto. Per la precisione educazione artistica. A quanto sembra il preside entrò in aula durante una lezione e Pucci gli fece «una nota» perché disturbava la lezione. La storia finì sui giornali e il preside denunciò Pucci per diffamazione a mezzo stampa. Il processo si è svolto a Livorno perché il primo articolo sulla storia apparve proprio sul nostro giornale.

Una storia che aveva fatto molto discutere, quella della nota al preside da parte del professore, e un processo era finito (nel febbraio del 2016) con la vittoria del preside Pier Angelo Coltelli (ora in pensione) la lunga battaglia legale con Brunello Pucci. Il giudice aveva condannato Pucci a pagare mille euro di multa. E 5mila euro per danni morali oltre alle spese legali. Una «mazzata».

Ad assistere la parte civile, il preside, era l’avvocato Chiara Giannessi, del foro di Pisa.

Pucci e l’avvocato Reboa non si sono fermati e hanno portato la vicenda (l’accusa era diffamazione a mezzo stampa) davanti alla Corte di appello di Firenze. Qui la sentenza di primo grado del tribunale di Livorno è stata riformata e il professor Pucci assolto, perché il fatto non sussiste. A fare maggiore chiarezza sulla vicenda saranno le motivazione che arriveranno nei prossimi giorni. –

 

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