Italia
Pignone propone un incontro agli operai: "Troviamo un accordo"
L’azienda convoca gli ex lavoratori ai quali ha chiesto 95mila euro dopo i processi sull'aminato. Incontro anche con il presidente della regione Rossi: «Intesa possibile, sosterrò in qualsiasi casoi lavoratori»
MASSA-CARRARA. In arrivo una proposta per gli ex lavoratori del Nuovo Pignone condannati al pagamento delle spese legali dopo alcune sentenze della Cassazione. L’azienda, Bhge Nuovo Pignone, aveva chiesto il pagamento a 21 ex operai, oggi pensionati, che avevano fatto causa per il danno morale per via dell’esposizione all’amianto, di 95mila euro. Anche con esecuzione forzata: in pratica prendendo da pensioni e beni. Ora però c’è una parziale retromarcia: Pignone è disposta a un incontro con gli operai. Anzi, lo ha fissato per l’8 maggio. Un tentativo di trovare una mediazione anche dopo l’incontro avuto ieri con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.
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«Bhge Nuovo Pignone ha contattato nelle scorse settimane gli ex dipendenti chiamati a rimborsare, in forza delle diverse sentenze della Corte di Cassazione, le spese legali relative ai procedimenti specifici, informandoli sulla propria disponibilità ad un incontro. La società infatti intende trovare, insieme agli ex dipendenti coinvolti, una via per risolvere il contenzioso con reciproca soddisfazione delle parti, arrecando il minor disagio possibile ai soggetti interessati», scrivono infatti dall’azienda.
«Avuto riscontro positivo dai diretti interessati, è stato fissato ieri un incontro per la prima metà di maggio. Ulteriori aggiornamenti saranno forniti in seguito all’auspicato raggiungimento di un accordo tra le parti», aggiungono ancora dall’azienda. Bisognerà vedere nei prossimi giorni, e dopo l’incontro, quale sarà la risposta dei lavoratori, delle loro famiglie e dell’avvocato che li rappresenta Nicoletta Cervia. Anche se fin dal suo inizio la battaglia lanciata, e poi sfociata nella raccolta fondi “Davide vs. Golia” sulla piattaforma online “Gofundme” ha fatto pressione sull’elemento morale prima ancora che quello materiale.
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Difficile dunque adesso dire se una soluzione “parziale”, «senza vincitori né vinti», come l’ha definita il presidente della Regione Enrico Rossi, possa essere ritenuta soddisfacente da chi cerca giustizia per una vita a rischio. Dopo l’incontro di ieri Rossi ha «preso atto che l’impresa è disponibile a una soluzione di ragionevole e reciproca soddisfazione tra le parti». Rossi in ogni caso incontrerà i lavoratori entro la metà di maggio, ma aggiunge anche un dettaglio: se nel caso contrario dovessero rifiutare la mediazione, continuando il crowdfunding, il presidente li sosterrà.
In ogni caso Bhge Nuovo Pignone fa un passo in avanti. Dalla richiesta di un pagamento, anche con un’esecuzione forzata, si passa infatti a una mediazione. «Ulteriori aggiornamenti saranno forniti in seguito all’auspicato raggiungimento di un accordo tra le parti», concludono nello stringato comunicato. Di sicuro la posizione rispetto a due mesi fa, quando Il Tirreno ha raccontato per primo la storia seguendola passo passo, si è modificata. Ammorbidendosi.
La Nuovo Pignone però nel fissare l’incontro ha convocato soltanto con gli operai. Che andranno ad ascoltare, con una serie di richieste in tasca anche da parte loro. Chi non ci sarà, da una parte e dall’altra, sono gli avvocati, esplicitamente eslcusi nella lettera inviata dal Pignone agli ex dipendenti. «Vorrà discutere con voi - scrivono - una proposta transattiva che tenga conto delle rispettive necessità delle parti». —
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