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Al processo Carrione si costituisce parte civile anche la Provincia

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massa. La Provincia si costituisce parte civile in una tranche dell’inchiesta sui fatti dell’alluvione del 5 novembre 2014, in particolare sullo svolgimento dei lavori. L’ente ha così deciso di costituirsi contro sette dei dieci indagati. I tre rimanenti invece sono dipendenti della Provincia stessa.

Il filone principale d’inchiesta, ovviamente, è quello relativo al crollo dell’argine di Avenza che determinò l’alluvione vera e propria. Per quel capitolo, la prossima udienza è in programma il 30 maggio, il processo è già iniziato.Nel procedere nei controlli, la magistratura ha puntato i riflettori su altri punti critici emersi nello svolgimento dei vari lavori che pure si erano succeduti negli anni; altre alluvioni c’erano state anche nel 2011 e 2012. Era la provincia l’ente responsabile della gestione di quelle opere di potenziamento degli argini e di risistemazione dell’alveo. Domani saranno davanti al giudice per le udienze preliminari dieci indagati, fra dipendenti di Palazzo Ducale, professionisti, imprenditori, ai quali sono contestati complessivamente sette diversi episodi di lavori ritenuti non adeguati, a valle. Si tratta di Laura Bruschi, Stefano Michela, Diego Tognini, Marina Rossella Tongiani, Amilcare Dal Pino, Giorgio Belloni, Cesare Tinelli, Stefano Palandri, Fabrizio Montali, Pietro Cerutti.

«Non ci siamo costituiti contro i dipendenti - spiega il presidente della provincia Gianni Lorenzetti - perché se avessimo ritenuto che c’erano delle responsabilità sarebbero scattate delle sanzioni al tempo, come una sospensione dal lavoro. Staremo a vedere cosa emerge dal processo». —

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