Il Tirreno

licciana nardi 

«Quella centrale distrugge l’ambiente: oltre mille firme raccolte a Tavernelle

Gianluca Uberti
«Quella centrale distrugge l’ambiente: oltre mille firme raccolte a Tavernelle

Al tavolo in Regione per la Valutazione d’impatto ambientale saranno presentate anche le osservazioni dei cittadini

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MASSA.  Cinquecentoquaranta firme raccolte coi moduli cartacei, circa 500 online. Quindi, sono più di mille le firme raccolte dai cittadini contro la centrale idroelettrica che l’imprenditore Luigi Lorenzani vorrebbe realizzare a Tavernelle di Licciana Nardi. . Infatti, i cittadini di Tavernelle, a seguito di un’assemblea pubblica, si sono schierati nuovamente contro il progetto per la realizzazione di un impianto idroelettrico sul torrente Taverone in località Tavernelle e hanno anche proposto siti alternativi sulla scorta di quanto deliberato dal consiglio comunale di Licciana Nardi. Una storia travagliata quella del progetto in questione, iniziata nel 2011 e proseguita a suon di carte bollate fino a oggi, con i cittadini che hanno lanciato e concretizzato, come accennato, una petizione e una raccolta di firme contro il progetto, supportati dal Comune di Licciana Nardi che avrebbe dato mandato ad un tecnico per una relazione contraria al progetto, alla quale saranno allegate le firme.

Il tutto in vista della Conferenza dei Servizi in programma giovedì 16 maggio a Firenze, visto che l’imprenditore Luigi Lorenzani ha ripresentato il progetto con varie modifiche, quindi si è aperto l’iter per la Valutazione di impatto ambientale in sede di Regione Toscana. E al tavolo che si aprirà a Firenze per la Via arriveranno anche le osservazioni dei cittadini, delle quali si sono occupati Matteo Pozzi (dottore in Scienze Ambientali) e Simona Buchicchio (dottoressa in Scienze Naturali), con il contributo di Willy Reggioni (responsabile del Wolf Appennin Center), Fabio Giacomazzi (biologo naturalista) e Luca Puglisi (direttore del Centro ornitologico toscano). Le osservazioni, che sono corredate da diverse foto dell’area, vertono sul fatto che «il tratto di fiume interessato è fruibile, accessibile e utilizzato da sempre dalla popolazione del luogo e dai turisti», essendovi una piscina naturale frequentata per bagni e tuffi da adulti e bambini della zona, oltre che dai turisti; che il Taverone ha «carattere torrentizio, quindi per questo motivo e per la caratterizzazione climatica e idrogeologica del territorio, presenta diversi episodi di piena durante l’anno che comportano l’accumulo di detriti rocciosi di diversa granulometria nonché di materiale vegetale trascinato dalla corrente che va a depositarsi proprio lungo il tratto ove è prevista l’opera»; che non sarebbero state effettuate sufficienti analisi vegetazionali e faunistiche a tutela degli animali che vivono nella zona, a partire dai lupi. Di conseguenza, la centrale idroelettrica potrebbe rivelarsi un’opera che, secondo i cittadini, i quali lo hanno messo nero su bianco nella petizione, metterebbe a repentaglio le attività sportive di canoa e kajak, l’utilizzo escursionistico e la pesca sportiva in un’area di elevato interesse ambientale, incontaminata come si suol dire.

«L’esecuzione dei lavori comprometterebbe – scrivono i cittadini nella petizione – l’habitat per un lunghissimo periodo, in un tratto di torrente ben maggiore rispetto a quello interessato dal progetto. Le peculiarita del nostro Comune sono legate ad una economia agraria e al piccolo turismo. Le procedure di Via non possono non tenere in considerazione gli interessi territoriali rispetto alla necessità di un’opera che può essere tranquillamente realizzata in altri siti, come la zona industriale del Piano della Quercia, o la diga di Pontedilegno».

 

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