Il Tirreno

Cartelle esattoriali, a Massa quattrocento in coda ore e ore per la rottamazione

Tiziana Gori
Cartelle esattoriali, a Massa quattrocento in coda ore e ore per la rottamazione

Sportelli dell’Agenzia delle Entrate presi d’assalto dalle 6  del mattino. La ressa manda in tilt anche i servizi igienici 

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massa. «Un caffé al bar qui accanto posso andare a prenderlo?» . Il dipendente preposto alle informazioni alza uno sguardo sornione verso la signora: «Se promette di tornare entro un’ora e mezza, sì». Parola d’ordine sdrammatizzare. Quando mancano venti minuti all’una, agli sportelli hanno preso in carico il numero 185 e hanno staccato il biglietto in 410 non puoi fare altro. . Persone continuano ad entrare. Italiane, straniere, giovani, anziani accompagnati dai figli, mamme “delegate” dai figli alla consegna della cartella esattoriale per aderire alla rottamazione e beneficiare di uno sconto dallo Stato. È una Babilonia, la sede dell’Agenzia delle Entrate di via Massa Avenza. E non solo in queste ore. Oggi è l’ultimo giorno utile per aderire alla rottamazione (a meno di proroga, che però verrebbe ufficializzata solo in serata), ma già da una decina di giorni gli uffici sforano con l’orario di lavoro sino al tardo pomeriggio. «Vorrei fosse sottolineata l’abnegazione dei dipendenti, che stanno passando tutti i pomeriggi al lavoro sacrificando la vita familiare». Il direttore non può rilasciare dichiarazioni, però questa richiesta di considerazione verso i tanti vituperati dipendenti statali si sente in dovere di lanciarla. E anche la disponibilità e la pazienza verso utenti che molte volte non sanno la differenza tra rottamazione e stralcio: «Dobbiamo trattare i clienti come fossero i nostri soldi. Averne cura». E pazienza.

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È la stessa pazienza che serve, dall’altra parte della barricata, alle persone in fila dalle prime ore del mattino. Come Nadia Palagi e Simonetta Scardaoni, rispettivamente numero 229 e 220. Per loro l’attesa è quasi finita: «Ma siamo qui dalle nove». Fumano una sigaretta appoggiate a un muretto. Nadia ha ricevuto in consegna delle cartelle dal figlio (relative a multe). Qualche giorno prima aveva portato delle cartelle del marito. «Dobbiamo ammettere – commenta Simonetta – che noi italiani ci riduciamo sempre all’ultimo nel fare le cose».

Amara constatazione. La stessa fatta dai dipendenti dell’Agenzia. Quello seduto al banco delle informazioni all’ingresso conta una media di 280-300 persone negli ultimi dieci giorni. Ieri c’è stato il record di affluenze, oggi è immaginabile che sarà uguale, perché siamo in dirittura d’arrivo e perché tanti sono stati rimandati indietro. «Il numeratore è bloccato», dice a un giovane che cerca senza successo di inserire la tessera sanitaria nella macchinetta. Hanno dovuto dare uno stop, poco prima dell’una non erano ancora state prese in consegna la metà delle adesioni. «Dovremmo chiudere alle 14, 15. Andremo avanti a oltranza». A quelli che continuano ad arrivare viene detto che il numeratore è chiuso e che possono tornare domani (oggi, ndr).

Con il gran flusso di persone sono andati in tilt i servizi igienici. «I bagni non funzionano – spiega Nadia Palagi – Sono dovuta andare al bar, e prendere un caffé per giustificare l’uso del bagno».

Enrica Antognelli ha il numero 204. «Tra poco entro. Sono qui dalle nove». Cioé alle nove c’erano già 200 persone davanti a lei in fila? «Sì, la barista qui accanto mi ha detto che ha visto gente arrivare alle sei». Tiene a precisare che non è «una furba. Non sono qui per multe non pagate. Devo versare i residui Inps e Inail. Avevo una merceria, non ce la facevo più ad andare avanti e ho dovuto chiudere». «Io sono qui per delle multe di alcuni anni fa – dice Maria Rosa Conti – Non me ne ricordavo nemmeno. Da 1. 100 ho uno sconto di poco più di 200 euro e ne pago 900. Ho deciso di chiudere la questione qui. Chiederò un pagamento rateizzato». –

Altro servizio a pag. 9
 

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