Il presidio
Un colpo davanti al circolo, fugge e getta il caricatore
Licciana Nardi. Un colpo, sentito dai carabinieri che proprio in quel momento stavano passando davanti al circolo Acsi di Licciana Nardi, dove avevano notato un capannello di gente.
Il tempo di avvertire il colpo («come di uno sparo» ha riferito in aula il brigadiere dell’Arma sentito come testimone) e un uomo che si dà alla fuga. Quell’uomo, Giuseppe Diana, si ritrova ora a processo per detenzione e porto di due caricatori (è assistito dall’avvocato Niccolini). Sì perché durante la fuga se ne sarebbe sbarazzato.
I fatti risalgono al 17 aprile del 2013 e sono stati ripercorsi in aula da uno dei carabinieri che era in macchina con un collega quella sera.
«Abbiamo sentito il colpo e subito dopo visto fuggire un uomo con un maglione bianco – ha dichiarato – Lo abbiamo visto lanciare un oggetto, di colore nero, nel giardino di una abitazione. Una volta raggiunto abbiamo visto che si trattava di un caricatore per una pistola calibro 7, 65 e conteneva quattro colpi. Abbiamo identificato l’uomo e siamo tornati davanti al circolo: qui abbiamo trovato dei bossoli, ma erano di una pistola scacciacani».
La pistola, Beretta 765, compatibile quindi con il caricatore rinvenuto dai carabinieri, viene ritrovata il giorno dopo, il 18 febbraio, nel giardino della casa di riposo mater Cristi, sempre a Licciana.
Lo ha testimoniato, davanti al giudice Valentina Prudente, il giardiniere che quel primo pomeriggio stava tagliando l’erba.
«Ho trovato una pistola grigia, in mezzo all’erba alta – ha riferito – Ho chiamato un amico, che ha il porto d’armi per metterla in sicurezza, e le forze dell’ordine a cui abbiamo consegnato la pistola».
Il processo è stato aggiornato al 31 gennaio prossimo per sentire altri testi e per l’esame dell’imputato. —
A.V.
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