Il Tirreno

colpo di scena 

Strappo a Licciana Nardi i socialisti rompono l’alleanza

Cristiano Borghini
Strappo a Licciana Nardi i socialisti rompono l’alleanza

Non accettata dal partito la decisione del PD di aprire «alla sinistra radicale e antagonista che non più di due anni fa ha contribuito a far vincere la destra»

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LICCIANA. Strappo dei Socialisti liccianesi che, a ormai pochissime ore dalla conclusione della presentazione delle liste elettorali, lasciano la coalizione di centrosinistra.

La decisione presa dalla compagine politica rompe gli schemi fin qui preconfigurati, aprendo a scenari non idilliaci sia per la campagna elettorale che per il futuro. Una rottura che però, nel lungo periodo può essere considerata sanabile, qualora il Partito Democratico cambiasse rotta. Attraverso un duro comunicato, che non usa perifrasi e giri di parole, i socialisti della sezione di Licciana provano a motivare la loro decisione: “I socialisti di Licciana Nardi comunicano che dopo un trentennio di percorso comune con il Partito Democratico oggi non è più possibile riconfermare l’alleanza, non certo per responsabilità socialista. II momento di transizione, le difficoltà, la confusione che sta attraversando il Pd a livello nazionale, probabilmente si riflettono anche a livello locale; a Licciana ha rinunciato ad un confronto serio con il suo tradizionale alleato il Psi, facendo una virata ad U e gettandosi nelle braccia di quella sinistra radicale ed antagonista sconfitta dalla storia, che nell’ultimo decennio ha sempre avversato il centrosinistra a Licciana e non più tardi di due anni fa ha contribuito alla sconfitta dello stesso, formando una lista di disturbo, che poi si è rivelata determinante per portare al governo del Comune la destra».

Insomma la decisione di allargare a sinistra da parte del Pd non sarebbe stata del tutto interiorizzata dai socialisti, anche a causa delle ruggini emerse durante la campagna elettorale di cinque anni fa, quando i toni si alzarono molto. Un altro motivo di sgomento da parte del Psi è poi riservato alla figura di Enzo Manenti, segretario provinciale del Partito Democratico. “Tutto questo è ancora più incomprensibile visto che il segretario Provinciale del PD è di Licciana Nardi, dove è stato primo cittadino per tre legislature, sempre eletto con l’apporto determinante del Partito Socialista e lealmente sostenuto. Sconcertati da questo atteggiamento, prendiamo atto con rammarico della situazione, auspicando che i futuri e nuovi dirigenti del PD lavorino per ricreare alleanze nuove, allargate, ma soprattutto legate a quei valori della Sinistra Riformista per perseguire battaglie per l’affermazione dei diritti dei Popoli, garantendo pace, stabilità e giustizia sociale che sono i cardini di una società civile, plurale ed equa”. Inoltre, lo stesso Psi nel comunicato fa sapere che non verranno espresse “indicazioni di voto, lasciando liberi i propri iscritti e simpatizzanti di scegliere liberamente i candidati che reputano migliori per amministrare nel quinquennio il nostro Comune, nell’interesse dei cittadini”. –

Cristiano Borghini

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