Il Tirreno

comano 

Maffei e la voglia di rivendicare l’identità dei piccoli borghi

Cristiano Borghini

2 MINUTI DI LETTURA





COMANO. A prendere il testimone lasciato da Cesare Leri a Comano sarà Antonio Maffei, candidato del centrosinistra e da sempre figura istituzionale sia dentro che fuori i confini comunali. Cinquantunenne, dipendente pubblico, sfiderà il centrodestra, cercando di riconfermare il Comune nelle conquiste del centrosinistra nostrano, ma come nasce la sua candidatura? «Da un’esperienza iniziata vent’anni fa. Ho fatto il consigliere, assessore e vicesindaco, ricoprendo anche il ruolo di consigliere provinciale. Sono stati anni di formazione, di esperienza politica che mi ha fatto crescere. Non è semplice amministrare, bisogna risolvere i problemi. Tutto si apprende, sfortunatamente non si nasce imparati», chiude con una battuta Maffei.

Il modo di amministrare è cambiato nel corso degli anni? «È cambiato notevolmente. Sicuramente dal punto di vista economico: in passato i piccoli Comuni avevano a disposizione maggiori investimenti. Ma l’elemento che è più mi sconcerta è la volontà di azzeramento dell’identità delle nostre realtà, quelle piccole. Io rivendico con forza l’identità dei nostri borghi. Comprendo che ci sia bisogno di associarsi, ma non a fondersi. Non riusciranno a convincermi nemmeno se raddoppiassero i finanziamenti e le agevolazioni in vigore previsto proprio in caso di fusione».

Un ruolo nuovo dovrà avere l’Unione dei Comuni nell’idea di Maffei: «C’è da ricostruire. L’Unione è fondamentale, ma deve funzionare. Ci deve essere una sinergia tra tutti. Non possiamo permettere che come cambia il Presidente, cambia automaticamente anche la linea dell’Unione. Questo deve assolutamente essere modificato. L’ente deve lavorare per portare risultati per tutto il comprensorio». Un punto su cui si batterà, mettendolo nel programma, sarà una nuova collaborazione con il Parco dell’Appennino Tosco Emiliano per tradurre tutti i valori paesaggistici e naturalistici in indotto per il territorio. «Il turismo deve essere il motore trainante. Noi abbiamo una base Nato, in una posizione strategica e bellissima, a cui si accede facilmente. Ecco, noi vorremmo che in questo luogo nascesse qualcosa di bello, in collaborazione proprio con il Parco, facendola diventare una sua porta di accesso e benvenuto. Creando una capacità di attrazione sia per il Parco che per Comano».

Una battuta sulla squadra: «Il gruppo di lavoro è stato concepito dalla volontà e dall’impegno che ciascuno dei componenti ha mostrato. Un giusto mix tra giovani e personaggi di esperienza che potrà far molto bene per Comano. Ho già pensato un ruolo per ognuno di loro, assegnando sin da ora un compito, che potrà essere portato avanti anche nel caso di non elezione. Questo gruppo è importante per me e quindi collaboreremo insieme». Infine ci lascia con una promessa: «È mia intenzione, allo scadere del primo anno di mandato, di incontrare i cittadini in un’assemblea pubblica. Potrebbe diventare un appuntamento fisso, tradotto in azioni di governo». –

Cristiano Borghini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino