«I sindaci si attivino per evitare l’aumento di Imu e Tasi »
massa. Le imposte sulla casa potrebbero aumentare, insieme ad altre tasse comunali. È questa la denuncia dell’Uppi, Unione piccoli proprietari immobiliari.
La causa è l’assenza della proroga del blocco delle aliquote nella Legge di Bilancio 2019 che da ai Comuni la possibilità di aumentare, tra le altre cose, l’Imu e la Tasi.
E’ stata anche avanzata l’ipotesi di riunire Imu e Tasi in un unico prelievo, superando così un sistema inutilmente articolato in più aliquote sulle medesime basi imponibili, in un quadro di maggiore semplificazione per i contribuenti e per gli uffici comunali, nonché di equivalenza dei gettiti standard, coerenti con quelli definiti in regime Imu-Tasi.
Di fronte alla prospettiva che gli enti amministrativi possano aumentare le aliquote delle imposte sulla casa, così come la facoltà di innalzare le addizionali Irpef comunali e regionali, il presidente dell’Uppi confida sulla capacità dei sindaci di organizzare le varie aliquote in base alla “necessità fiscale” del proprio Comune, ma tenendo anche in considerazione la necessità di non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini.
Il presidente Piero Germelli ritiene anche che il testo del Ddl della Legge di Bilancio 2019 risulti carente sotto l’aspetto della “riorganizzazione della fiscalità comunale”, nonostante apporti importanti miglioramenti ad esempio alle regole finanziarie e nel sostegno agli investimenti.
Potrebbero essere anche rivisti i poteri e le responsabilità che ricadono sui sindaci, considerando che nella maggior parte dei casi essi non sono i titolari diretti dei finanziamenti che sono invece attesi da altre cariche governative. L’Uppi rivendica la possibilità di garantire massima trasparenza ai cittadini, nonché l’applicazione di un sano principio di responsabilità che offra chiarezza e coincidenza fra compiti, poteri e risorse finanziarie. —
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