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Fi, Jacopo Ferri torna in pista: «Mi candido per le Europee»

Tiziana Gori
Fi, Jacopo Ferri torna in pista: «Mi candido per le Europee»

Il capogruppo di maggioranza rinunciò alle Politiche per motivi familiari: il fratello Cosimo correva per il Pd

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«Sì, è vero. Ho dato la mia disponibilità. Di più al momento non posso e non voglio dire. Ci sono più candidati dei posti disponibili e il partito ratificherà le proprie decisioni mercoledì».

È chiaro però che la candidatura di Jacopo Ferri non passa sotto silenzio. Che il ruolo di capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Pontremoli, cittadina in cui vive da quando aveva appena due anni (ne compirà 50 il prossimo 20 maggio) gli stesse stretto lo speravano in molti. Era il 28 gennaio 2018 quando l’avvocato Jacopo Maria Ferri, figlio dell’ex ministro dei Lavori pubblici Enrico Ferri, già capolista di Forza Italia in consiglio regionale e poi vice coordinatore regionale, annunciò il ritiro della propria candidatura dalle politiche del 4 marzo 2018. Senza girarci molto intorno, Ferri parlò di «motivi familiari». Infatti suo fratello Cosimo Maria, in quel momento sottosegretario alla Giustizia del Governo Gentiloni era candidato nello stesso collegio (l’uninominale Massa 8) con il sostegno di Pd, Radicali, Lista Insieme e Lista Lorenzin. «Alla Camera, per amore e per affetto, voterò per mio fratello Cosimo, persona in gamba». Una dichiarazione che sollevò le proteste dei candidati del centrodestra alla Camera che espressero il loro “sconcerto” per le dichiarazioni di Jacopo Ferri, reo di aver preso «una posizione inammissibile circa l’espressione di voto». Così Jacopo decise di fare un passo indietro a favore del fratello, scrivendo al suo partito di appartenenza che «i valori familiari vanno al di là della politica», e tirandosi ufficialmente fuori dai giochi.

La candidatura di Cosimo Ferri era stata voluta da Matteo Renzi in persona, che decise di candidare il sottosegretario alla Giustizia uscente, garantendogli la sicura presenza nel Parlamento che sarebbe uscito dalle politiche del 4 marzo. E così è stato. Nonostante la sconfitta nel collegio uninominale di Massa Carrara il candidato del Pd fu eletto alla Camera dei Deputati grazie al paracadute del listino bloccato nel collegio di Arezzo-Siena in cui era capolista.

A sostegno della scelta di Jacopo, in quei giorni si pose, tra gli altri, il coordinatore provinciale di Forza Italia Matteo Mastrini, che in un lungo intervento parlò di «come quello che in questi anni Jacopo Ferri ha saputo costruire sia sotto gli occhi di tutti. Lo ringrazio per l’aiuto che ci ha dato, comprendendo come, in questa fase, motivi affettivi non gli consentano di guidarci a quei risultati che in passato abbiamo saputo conseguire».

E adesso?

Mastrini non cambia idea.

«Personalmente - spiega il segretario provinciale di Forza Italia - lo ritengo una persona di grandi qualità umane e politiche. Qualità che, unite alle capacità dei nostri sindaci e dei nostri consiglieri, ci hanno consentito di battere ripetutamente il Pd. Quella dello scorso anno è stata una scelta difficile anche per lui, ma credo che un partito come il nostro abbia bisogno di recuperare persone come Jacopo Ferri».

Le aspettative per le Europee del 26 maggio? «Vedo Forza Italia nella condizione di ripartire, l’importante è stare in mezzo alla gente. Penso altresì che sia necessario riconoscere il ruolo della Lega e la leadership di Salvini». –



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