Alla “Aurelia 10” una questione di cuore non solo di pancia
Stefano Orrico e una pizzeria dove si ascolta il cliente e si coccola con una bella focaccia con Nutella
Far visita a Stefano Orrico, titolare della pizzeria “Aurelia 10” a Castagnola, è una questione “di cuore”, non solo di pancia.
La sua filosofia di vita e di lavoro è: «Da noi viene chi ha fame, non necessariamente chi ha i soldi per mangiare». E si fa un po’ di psicoterapia, un po’ di “salotto” comodamente seduti, ma solo dopo le 20, un sacco di chiacchiere e di risate.
E’ così da sempre, da quando Stefano Orrico aprì la sua prima pizzeria in centro storico, a 27 anni, aggregando una tipologia di clienti molto variegata, molti giovani, suoi coetanei, poi diventati gli adulti di oggi, e i personaggi più caratteristici della città, come “Sergino” di Forno, che quasi mai ha tutti i soldi per mettere insieme la cena, ma che alla pizzeria “Aurelia 10” trova sempre qualcuno che lo aiuta, in cambio di qualche aneddoto divertente.
«Ho fatto tantissimi lavori nella mia vita- racconta Stefano Orrico, 44 anni, massese e una innata passione per la pizza- Ho lavorato in alcune pizzerie per imparare il mestiere e capii che sarebbe stato molto faticoso; ci vuole costanza, applicazione, passione».
«Mi dissi - continua - che avrei fatto il pizzaiolo soltanto se fossi riuscito ad aprire una pizzeria mia. E così è stato. Oggi lavoro in proprio, ho cambiato soltanto due dipendenti nella mia carriera, e credo che questo sia il successo delle mie pizze: chi lavora con me sa come la voglio, come deve essere fatta e si va come treni. Il mio braccio destro è una super donna, tutti la chiamano Aldè».
Aurelia 10 si trova subito dopo il ponte di Castagnola, «impossibile passare e non vederla- dice Orrico- Ha una grande insegna con il tricolore. Simbolo di tradizione». La pizza, solo di farina bianca, si cuoce nel forno a legna, su pietra, senza teglia, e piace tanto perché “non risichiamo sugli ingredienti”svela Orrico.
Questo è importante per Stefano: «Quando mordi un pezzo di pizza devi sentire insieme tutti gli ingredienti che la caratterizzano. A noi piace la pizza “affogata” nella mozzarella e per i celiaci ci dispiace. Siamo piccoli e non possiamo curare l’attenzione per le varie intolleranze. Finiremmo per mettere a rischio la salute di qualcuno. Quindi non trattiamo prodotti senza glutine».
Tre i must della pizzeria “Aurelia 10”: la bugiarda, pizza piena di verdure di stagione, tagliate con l’affettatrice e un filo d’olio, all’apparenza molto salutare e dietetica, poi ricoperta di salsiccia sciolta; la focaccia con la “calda calda” e lo sfilatino con la “mundiola”, che in realtà è una pizza allungata ripiena di mortadella, che riproduce l’antico sapore della merenda di una volta.
Orrico non perde un passaggio delle pizze che entrano ed escono dal forno, ma gli rimane il tempo per la psicoterapia ai clienti. Insomma una pizzeria speciale che parla alla pancia ma, soprattutto al cuore. E il valore aggiunto è proprio questo. Non sono ottime pizze e tante creazioni studiate in base ai gusti e alle preferenze dei clienti, ma anche la possibilità di aver eun rapporto umano come si usava una volta. E come fa sempre piacere ritrovare.
«Qui si viene per stare a chiacchera- racconta Orrico - e spesso si parla di problemi, di cose serie e meno serie, di vita vissuta, tra un triangolo di pizza e un calzone. Per i più in crisi c’è la focaccia dolce con la Nutella e lo zucchero a velo. Siamo sempre aperti e sempre disponibili. Passare, per credere».
Pizza, focaccia golosa e un orecchio attento che ascolta i clienti: queste le carte che si gioca, ogni giorno, con il suo “pubblico” la pizzeria Aurelia 10. E i clienti ringraziano. E continuano a sceglierla come meta del gusto. —
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